Un'avvocatessa di colore è stata scambiata per un'imputata tre volte in un giorno

Un'avvocatessa di colore è stata scambiata per un'imputata tre volte in un giorno

Il Servizio di sua Maestà per le corti e i tribunali si è formale scusato per il "comportamento totalmente inaccettabile" dei suoi dipendenti

avvocatessa nera scambiata per imputata

© Simon Montgomery / Robert Harding Premium / robertharding via AFP  - Il tribunale penale di Londra

AGI -  Un'avvocatessa britannica è stata scambiata per un'imputata tre volte in un giorno dai funzionari del tribunale, perché nera. È successo ad Alexandra Wilson, 25enne avvocato penale e di famiglia, che si e' detta "frustrata ed esausta" dall'esperienza. Ha presentato una denuncia formale dopo essere stata contestata da un agente di sicurezza, un avvocato e un impiegato.

Il Servizio di sua Maestà per le corti e i tribunali si è formale scusato per il "comportamento totalmente inaccettabile". Wilson, dell'Essex, ha raccontato di essersi recata al tribunale dei magistrati - dove di solito non si indossano le tradizionali parrucche e toghe - mercoledì.

All'arrivo, un agente di sicurezza le ha chiesto il nome e poi lo ha cercato nell'elenco degli imputati. "Ho spiegato che sono un avvocato. Si è scusato e mi ha fatto strada", ha spiegato. Dopo aver incontrato il suo cliente, ha provato a entrare in un'aula di tribunale per discutere il caso con il pubblico ministero. "Un'altra avvocatessa seduta in fondo all'aula mi ha detto di uscire e attendere le istruzioni dell'usciere per il mio caso". "Ho spiegato di nuovo che ero un avvocato e lei sembrava terribilmente imbarazzata", ha aggiunto Wilson.

Quasi in lacrime

"A quel punto ero già abbastanza seccata, ma sono andata dal pubblico ministero e quindi il cancelliere mi ha detto a voce molto alta di uscire dall'aula perché dovevo aspettare che il mio caso venisse aperto. Ero quasi in lacrime, e ho detto di nuovo: 'Sono un avvocato difensore', e lei ha annuito con la testa e si è girata di nuovo verso il suo computer", ha raccontato la 25enne. Come se non bastasse, uno dei presenti tra il pubblico pensava fosse una giornalista e le ha detto che "solo gli avvocati potevano entrare" in aula.

"Tutto questo in un giorno mi ha fatto sentire esausta", ha detto. "Questo davvero non va bene, non mi aspetto di dover giustificare costantemente la mia esistenza al lavoro". Dopo la sua segnalazione, oltre alle scuse ufficiali, Wilson ha ricevuto la testimonianza di tanti colleghi che affrontano ogni giorno le sue stesse situazioni. Ha detto di essere stata sommersa dalle risposte di altri avvocati neri e di minoranza che hanno avuto esperienze simili. "Il frequente verificarsi di questi incidenti indica il fallimento dell'attuale formazione nel sistema legale che si concentra solo su pregiudizi inconsci o diversità", ha affermato. Ora Wilson chiede formazione sulla diversità agli avvocati.