Lukashenko s'insedia in segreto. Rivolta a Minsk

Lukashenko s'insedia in segreto. Rivolta a Minsk

L'opposizione bielorussa ha proclamato una protesta a oltranza: "Non tollereremo mai brogli elettorali e chiediamo nuove elezioni"

lukashenko insedia segreto rivolta minsk

AGI - Il presidente Aleksandr Lukashenko ha prestato giuramento in una cerimonia segreta e si è insediato per il suo sesto mandato alla guida del Paese, nonostante le forti proteste contro le ultime elezioni.

L'opposizione bielorussa ha proclamato una protesta a oltranza: "Non tollereremo mai brogli elettorali e chiediamo nuove elezioni. Stiamo esortando tutti a intraprendere una campagna di disobbedienza a tempo indeterminato", ha scritto su Telegram l'esponente dell'opposizione bielorussa, Pavel Latushko, che ha definito "senza precedenti" l'insediamento di Lukashenko.

La Germania, seguita in serata dagli Usa, ha annunciato di non riconoscere Lukashenko come presidente legittimo. Steffen Seibert, il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel, ha fatto sapere che Berlino non riconosce il leader di Minsk, al potere da 26 anni. "I requisiti minimi per elezioni democratiche non sono stati assolutamente soddisfatti, non sono state nè giuste nè libere", ha affermato Seibert, sottolineando che alla contestata rielezione di Lukashenko è mancata "la legittimita' democratica".

Anche gli Usa hanno annunciato di non considerare Lukashenko il legittimo presidente della Bielorussia. Il Dipartimento di Stato ha ripetuto di non ritene le elezioni del 9 agosto libere o eque. ""I risultati annunciati erano fraudolenti e non comunicavano legittimità", ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato. "Gli Stati Uniti non possono considerare Alexander Lukashenko il leader legittimamente eletto della Bielorussia".

"La strada da seguire dovrebbe essere un dialogo nazionale che porti il popolo bielorusso a godere del diritto di scegliere i propri leader in un'elezione libera ed equa sotto osservazione indipendente", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato. "Il rilascio delle persone ingiustamente detenute e la fine della repressione contro i cittadini che protestano pacificamente è un primo passo verso un autentico dialogo nazionale".

Il giuramento di Lukashenko ha infiammato di nuovo la protesta nel Paese. I manifestanti sono scesi in piazza per protestare e la polizia a Minsk li ha dispersi con gli idranti. Per gli oppositori e per i media indipendenti, la cerimonia di insediamento è stata organizzata in sordina per non fare da catalizzatore a una nuova grande manifestazione. In un video diffuso da Tut.by, un canale indipendente, si vedono gli agenti che disperdono i manifestanti, alcuni dei quali, anche donne, con le facce insanguinate.

Lukashenko non viene più riconosciuto come presidente legittimo e questo sentimento popolare era riflesso in diversi manifesti: "Non hai cominciato il mandato, sei entrato nella fase avanzate della demenza", recitava uno; mentre su un altro era scritto, "Oggi ha giurato il mio gatto". Secondo l'ong per i diritti umani Vlasna, la polizia ha arrestato oltre 100 persone in tutto il Paese. L'ong ha diffuso i nomi di oltre 115 persone che afferma siano state arrestate a Minsk, nella città sud-occidentale di Brest e in altre città.