Francia divisa su 'D-Day Land', “no allo sbarco stile Disneyland”

Francia divisa su 'D-Day Land', “no allo sbarco stile Disneyland”

Il progetto prevede la costruzione di un parco su un terreno di 35 ettari nei pressi delle spiagge dello sbarco americano del 6 giugno 1944 per creare un sito in grado di accogliere 600 mila visitatori l’anno

Francia divisa su D-Day Land

© foto di Manuel Cohen (AFP) 
- Spiaggia della Normandia dello sbarco del 6 giugno 1944 

AGI - Sulle spiagge dello sbarco in Normandia del 1944 è in corso una nuova battaglia che vede scendere in campo sostenitori e detrattori di un maxi progetto turistico noto come ‘D Day Land’. Una petizione per bloccare la sua realizzazione, lanciata dal gruppo nazionale di ricerca 1939-1945, ha già raccolto quasi 27mila firme. 

Un sito che può accogliere 600mila visitatori l'anno

L’iniziativa contestata è promossa da un produttore di musical Roberto Ciurleo, da un produttore televisivo Stéphane Gateau e da uno scrittore esperto di comunicazione Régis Lefèbvre: hanno cercato un terreno di 35 ettari nei pressi delle spiagge del D-Day per creare un sito in grado di accogliere 600 mila visitatori l’anno. Un progetto contestato dai familiari dei militari parte del commando francese Kieffer, e una sequela di scrittori, universitari e professionisti. Tutti hanno denunciato il tentativo di “commercializzazione dello sbarco”.

La protesta contro la "farsa storica"

Il veterano Léon Gautier e altri 154 hanno firmato una lettera aperta pubblicata sul quotidiano Le Monde: “In alcun modo la trasmissione della memoria può essere veicolata in modo spettacolare, festivo e commerciale” hanno scritto gli oppositori, sottolineando che “il messaggio dei nostri padri, dei nostri nonni era quello di non cercare mai di farci rivivere questi eventi”. Per lo scrittore Gilles Perrault, che vive a Saint Marie du Mont, si tratta di una “farsa storica con fini commerciali, visto che è anche prevista la ricostituzione di un villaggio con vendita di prodotti locali”.  

Inaugurazione per il 2024, "non sarà parco giochi"

Ma gli ideatori del progetto si difendono: puntano ad inaugurare il sito nel 2024, per l’80mo anniversario dello sbarco, e assicurano che “non sarà un parco giochi, non ci saranno giostre ma solo uno spazio vendite come in qualunque museo”; e hanno spiegato che si tratterà di un documentario vivente di 50 minuti che unirà immagini d’archivio, strumenti immersivi e teatro, con la partecipazione di attori, con l’obiettivo di “raccontare i fatti reali senza fiction”. Ma intanto oltre alle scaramucce storiche, in difesa della memoria, e il dibattito sul riscontro commerciale spuntano interessi politici, anche in chiave di rivalità elettorale. “E’ un progetto supportato da un comitato scientifico di cui fanno parte i miglior storici mondiali, tra cui Anthony Beevor, e da un comitato etico” ha dichiarato il presidente della regione, il centrista Hervé Morin, ex ministro della Difesa dal 2007 al 2010. E' stato lui a lanciare, lo scorso gennaio, l'idea del D Day Land “per far rimanere i visitatori delle spiagge dello sbarco uno o due giorni di più”.

Critiche per "uno sbarco versione Disneyland"

La sua proposta è stata sostenuta da molti politici e amministratori locali oltre che dal deputato Repubblicano (LR) Philippe Gosselin, che ne ha evidenziato le ricadute economiche positive per la zona. Il progetto sarà realizzato solo con fondi privati, per un investimento massimo di 100 milioni di euro. Contrario al progetto, il deputato di En Marche del Morbihan, Jean-Michel Jacques, ha puntato il dito sulle “zone d’ombra” e non vuole uno “sbarco versione Disneyland”. In quella regione, a marzo 2021, si terranno le elezioni regionali che metteranno a confronto le due principali forze politiche del Paese. Ogni anno in Normandia i 94 siti collegati allo sbarco sono visitati da quasi 5 milioni di turisti. Il battaglione Kieffer fu l’unico francese a partecipare alla battaglia del 6 giugno 1944, conclusa con oltre 10 mila vittime, tra morti e feriti, nelle sole Forze Alleate.