Biden attacca Trump: "Una tossina che fomenta la violenza"

Biden attacca Trump: "Una tossina che fomenta la violenza"

Lo sfidante del presidente Usa anticipa il suo ritorno in campo e vola a Pittsburgh, definendo il suo avversario un "leader debole" che "non è riuscito a proteggere il Paese. Il capo della Casa Bianca conferma che andrà a Kenosha e risponde: "Incolpa la polizia più dei rivoltosi".

discorso biden trump tossina usa2020

©  AFP - Donald Trump, Joe Biden

AGI - Donald Trump recupera nei sondaggi anche tra gli afroamericani e lo sfidante democratico, Joe Biden, anticipa il suo ritorno diretto in campo, vola a Pittsburgh, in Pennsylvania, e attacca il presidente Usa, accusandolo di essere un "leader debole" che "ha seminato il caos e fomenta la violenza". La violenza "va fermata, ma il presidente non è in grado di farlo" incalza Biden, secondo il quale Trump "ha fallito nel proteggere gli americani, e ora vuole spaventarli. Ha peggiorato lo scontro sociale, non l’ha migliorato. E’ incapace di dire la verità e di affrontare i fatti”.  

L'ex vice di Barack Obama ha definito Trump "una presenza tossica nel nostro Paese da quattro anni", "ha avvelenato il nostro modo di parlarci, di trattarci a vicenda", ha detto, invitando a decidere, il 3 novembre, se "liberarsi di questa tossina o renderla una parte permanente del carattere della nostra nazione". "Trump è determinato a diffondere paura", mentre l'America "ha bisogno di giustizia e sicurezza", ha avvertito Biden, che ha quindi ricordato le parole di Papa Giovanni Paolo II: 'Non abbiate paura, non abbiate paura". Il candidato democratico ha poi dipinto il suo avversario come "sottomesso al presidente russo Putin" e ai repubblicani che attaccano la "sinistra socialista e radicale", ha risposto con una domanda: "Vi sembro io un socialista radicale, con un debole per i rivoltosi? Davvero?".

Trump ha subito risposto con un tweet: "Biden incolpa la polizia molto più di quanto non incolpi rivoltosi, anarchici, agitatori e saccheggiatori". In precedenza era tornato a sottolineare che "Portland è nel caos" e quindi "c'è bisogno della Guardia Nazionale per sedare i disordini", dopo la morte di un suo sostenitore negli scontri con i manifestanti anti-razzisti. "L'unico modo per fermare la violenza nelle città ad alto crimine gestite dai dem è attraverso la forza", ha insistito il presidente, che domani, nonostante la contrarietà espressa dal governatore del Wisconsin, Mandela Barnes, in merito al suo viaggio a Kenosha, sarà in visita nella città dove gli afroamericani protestano per Jacob Blake, il 29enne gravemente ferito dalla polizia.

La Casa Bianca ha confermato che Trump, attualmente non ha in programma di incontrare la famiglia dell'afroamericano. Il presidente incontrerà le forze dell'ordine locali e visionerà i danni causati dalle proteste violente. Trump, ha spiegato McEnany, condanna tutti gli atti di violenza e invita i democratici a "fare un passo avanti" per fermare la violenza della sinistra. "Se non insistessi nell'attivare la Guardia nazionale e nell'andare a Kenosha ci sarebbero altri morti e feriti", ha twittato il presidente, che intanto esulta per aver "ricevuto sondaggi davvero buoni, alcuni oltre il 50%".