Accordo di pace fra Israele ed Emirati Arabi: "sospeso" il piano di annessione dei territori palestinesi 

Accordo di pace fra Israele ed Emirati Arabi: "sospeso" il piano di annessione dei territori palestinesi 

Decisiva la mediazione di Trump: è la prima nazione araba del Golfo a normalizzare i rapporti con lo Stato ebraico. Gli emiratini parlano di uno stop all'espansione israeliana in Cisgiordania, ma Netanyahu precisa: "È una sospensione". Il presidente Usa: "Svolta enorme", e non esclude altri accordi

Pace Emirati Netanyahu congela annessione

©  Afp - Donald Trump insieme all'ambasciatore americano in Israele, David Friedman

AGI - Israele e gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto "un accordo storico di pace per la piena normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi" che, secondo Abu Dhabi, ferma l'annessione dei territori della Cisgiordania.

Ma il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, pur sottolineando la "giornata storica", ha precisato che l'annessione "non è stata cancellata ma solo rinviata"

La posizione di Donald Trump

Per il presidente americano, Donald Trump, è "una svolta enorme" e gli sceicchi degli emirati lo definiscono un "passo audace" per la pace nella regione. Così viene presentato l'accordo che sigla non solo la pace e la piena normalizzazione tra i due Paesi ma congela anche la tanto contestata annessione da parte di Israele dei territori della Cisgiordania.

E protagonista del successo diplomatico è il presidente americano che ha dato per primo la notizia pubblicando la nota congiunta in un tweet. E per capitalizzare il traguardo diplomatico anche in campagna elettorale ha annunciato che "la firma si terra nelle prossime settimane con una cerimonia alla Casa Bianca". Non è tutto. Ha anche promesso che, "se rieletto", porterà a casa "un accordo con l'Iran entro trenta giorni". 

Per Trump nelle prossime settimane altri accordi di pace relativi al Medio Oriente potrebbero essere firmati: "Abbiamo altre cose interessanti in corso con altri Paesi, che sono anche legate agli accordi di pace - ha detto il presidente Usa - E ci saranno molte grandi novità nelle prossime settimane", dicendosi certo che la stampa ne resterà molto colpita.

L'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, David Friedman, però sottolinea come il piano israeliano di annettere parti della Cisgiordania, la cui sospensione è stata annunciata in cambio del riconoscimento di Israele da parte degli Emirati Arabi Uniti, "non è stato definitivamente escluso. La formulazione è stata scelta con cura dai partiti divergenti. La 'pausa temporanea' non è esclusa in modo definitivo", ha detto  in una conferenza stampa alla Casa Bianca

I raid notturni

L'esercito israeliano ha annunciato un nuovo ciclo di attacchi contro le posizioni di Hamas nella Striscia di Gaza, al fine di porre fine al lancio di palloni incendiari dall'enclave palestinese. La scorsa settimana, l'esercito israeliano ha effettuato diversi attacchi notturni contro le posizioni del movimento islamista, in risposta a palloni incendiari, alcuni dei quali hanno scatenato roghi nel sud di Israele.

Questi attacchi arrivano poche ore dopo l'annuncio di un accordo per normalizzare le relazioni tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, criticato dai palestinesi, inclusi gli islamisti Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, un'enclave impoverita di due milioni di persone. Inoltre ieri dopo gli attacchi notturni, un missile inesploso è stato trovato poco prima dell'inizio delle lezioni in una scuola amministrata dall'ONU nella Striscia di Gaza, secondo fonti locali e ONU che non hanno segnalato feriti.

La bocciatura dei palestinesi e di Hamas

Tornando al Medio Oriente, l'iniziativa non piace però ai palestinesi. Al momento si sono espressi Hamas, la Jihad islamica, i comitati di resistenza e l'Olp che l'hanno definita "un'iniziativa che non serve alla causa palestinese".  Per Hamas "incoraggia l'occupazione a negare i diritti del popolo palestinese". Secondo la Resistenza di Gaza, "l'accordo rivela le dimensioni della cospirazione contro il popolo palestinese, ed è una pugnalata infida e velenosa alle spalle della nazione".

Bocciatura anche da parte dell'Autorità nazionale palestinese: "è un passo per far saltare in aria l'Iniziativa per la pace araba e le decisioni dei vertici arabi e islamici, e la legittimità internazionale, come un'aggressione contro il popolo palestinese, e per trascurare i diritti e i luoghi sacri palestinesi, in particolare Gerusalemme e lo Stato palestinese indipendente ai confini del 4 giugno 1967", scrive l'Anp in una nota. 

Lo scacchiere diplomatico

L'iniziativa fa degli Emirati il primo Stato del Golfo a normalizzare i rapporti con Tel Aviv e il terzo Paese arabo con cui Israele intrattiene relazioni diplomatiche dopo gli accordi di pace con Egitto e Giordania. 

Il controverso piano di Trump, presentato a gennaio, offriva a Israele la possibilità di annettere territori e insediamenti ebraici in Cisgiordania, considerati illegali dal diritto internazionale. "Un'enorme svolta", ha twittato il capo della Casa Bianca, definendolo un "accordo di pace storico tra i nostri due grandi amici". Israele ha accettato di "porre fine all'ulteriore annessione dei territori palestinesi" come parte del piano per normalizzare le relazioni, ha twittato il principe ereditario di Abu Dhabi. "Un passo audace verso la soluzione a due Stati", ha aggiunto. 

"La nostra politica di annessione della Cisgiordania non è cambiata, in accordo con Washington. C'è stata una chiara richiesta di temporeggiare nell'annessione ma non è stata cancellata dall'ordine del giorno", ha precisato il premier israeliano, Netanyahu. "Non ho tolto e non voglio togliere la sovranità sulla Cisgiordania dall'ordine del giorno. Come ho portato la pace con uno Stato arabo, porterò la sovranità. Non rinuncerò al nostro diritto sulla nostra terra", ha chiarito.

Tuttavia anche Netanyahu esulta per l'accordo. "Abbiamo scelto una strada di pace per la pace. Gli Emirati investiranno in Israele ed è un fatto importante per la nostra economia", ha spiegato. Inoltre, "la collaborazione sarà ampia in tutti i campi, da quello diplomatico a quello turistico". E il leader del Likud punta a convincere "tanti altri Stati arabi e islamici a unirsi all'accordo". Ed è probabile che già la prossima settimana i leader dei due Paesi si incontrino a Gerusalemme.

Da parte sua, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, alleato sia di Abu Dhabi che di Washington, ha accolto con favore il compromesso annunciato. Negli ultimi anni Israele ha sviluppato una cooperazione informale con economie regionali come il Bahrein, gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita, con cui cerca di normalizzare le sue relazioni.