Libano, i Paesi donatori s'impegnano per 250 milioni di euro. Dimissioni per due ministri 

Libano, i Paesi donatori s'impegnano per 250 milioni di euro. Dimissioni per due ministri 

Agli aiuti però seguano "le riforme invocate a gran voce dalla popolazione".  Intanto a Beirut i manifestanti e le forze dell'ordine si affrontano per il secondo giorno consecutivo. L'esercito: "Poche speranze di trovare sopravvissuti".  

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Scontri a Beirut

AGi - I Paesi e le istituzioni che hanno partecipato alla conferenza dei Donatori di sostegno al Libano dopo la terrificante esplosione nel porto di Beirut si sono impegnati per aiuti pari a 250 milioni di euro. Lo ha reso noto l'Eliseo. In particolare, l'ufficio del presidente Emmanuel Macron, ha fatto sapere di aver ricevuto la promessa di impegni per un valore di 252,7 milioni di euro per aiuti al Libano nell'immediato. 

Al di là degli aiuti di emergenza, che -ha ripetuto l'Eliseo - sono offerti senza condizioni, i partecipanti si sono detti pronti a sostenere la successiva ripresa economica e finanziaria del Paese, ma hanno sottolineato che questo richiede che le autorità libanesi si impegnino a portare avanti le riforme invocate a gran voce dalla popolazione. Il comunicato finale non ha specificato comunque il quantitativo degli aiuti che verranno donati. Alla riunione in videoconferenza hanno partecipato rappresentanti di 28 Paesi, tra i quali Stati Uniti, Spagna e Brasile, e istituzioni come l'Unione Europea, la Lega Araba, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.

Intanto sono scoppiati nuovi scontri a Beirut tra manifestanti e polizia, il giorno dopo quello in cui migliaia di persone hanno assaltato diversi ministeri nella capitale libanese, devastata da una duplice esplosione martedì. Da quella tragedia sono scaturite nella capitale vaste proteste che ieri, sabato, si sono trasformate in scontri con le forze dell'ordine, nei quali sono rimasti feriti a centinaia. 

Quindi la rabbia popolare è tornata a esplodere a Beirut per il secondo giorno consecutivo: manifestanti hanno cercato di raggiungere il Parlamento, lanciando pietre, e sono stati respinti dalle forze dell'ordine che hanno sparato gas lacrimogeni per disperderli. Ieri diversi ministeri sono stati assaltati e ci sono stati centinaia di feriti. 

Prime dimissioni

Si è dimesso un secondo ministro del governo libanese, il responsabile del dicastero dell'Ambiente, Damianos Kattar, mentre a Beirut continuano le proteste antigovernative. Kattar è il secondo ministro a dimettersi, sulla spinta della rabbia dei libanesi e dei manifestanti che chiedono il cambiamento. Secondo l'emittente MTV Lebanon News, Kattar ha comunicato al premier, Hassan Diab, di aver perso anche amici di famiglia nella terrificante esplosione di martedì e che non aveva più senso continuare a mantenere le sue responsabilità.

Poche ore prima, aveva lasciato l'incarico il ministro dell'Informazione, Manal Abdel Samad, che si è dimessa, scusandosi in televisione per non aver saputo rispondere alle "aspirazioni" del popolo libanese.