Ue: l'obiettivo è l'accordo a luglio, ma restano distanze

Ue: l'obiettivo è l'accordo a luglio, ma restano distanze

Alla cancelliera tedesca Angela Merkel il compito di una difficile mediazione. I Paesi 'frugali' e quelli di Visegrad annunciano battaglia al Consiglio Europeo del 17 e 18 luglio. Appello di Ursula von der Leyen ai 27: "Se vogliamo uscire da questa crisi tutti devono cambiare in meglio"

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© Kay Nietfeld/Dpa/Afp - Angela Merkel ieri a Bruxelles per la plenaria del Parlamento Europeo

AGI -  L’obiettivo di Bruxelles resta un accordo entro l’estate, ma le divergenze tra i 27 restano e un’intesa sul Recovery Fund e sul Bilancio pluriennale della Ue prima delle vacanze estive non è scontata.

Angela Merkel mediatrice

A meno di dieci giorni dal vertice dei leader del 17 e 18 luglio, il negoziato sulla risposta europea alla crisi economica più devastante della storia europea resta ancora in alto mare, mentre il gioco di alleanze si conferma quello delle ultime settimane: da una parte il fronte sud guidato da Italia, Francia, Spagna Portogallo e Francia, dall’altro quello dei paesi dell’asse nord, i cosiddetti ‘frugali’ che mantengono la loro posizione. In posizione di mediatrice Angela Merkel, che apre ufficialmente al Parlamento europeo la presidenza tedesca dell’Unione e ripete che anche per Berlino l’obiettivo rimane un accordo prima delle ferie.

"Sto facendo tutto il possibile per arrivare accordo, stiamo cercando una soluzione operativa. Ancora non siamo giunti alla fine del negoziato e c'è ancora tanto lavoro da fare, ma possiamo fare un passo avanti se gli Stati membri collaboreranno di più", dice il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, intervenendo in plenaria a Bruxelles. Secondo Michel serve "una collaborazione stretta tra istituzioni democratiche europee che sia all'altezza delle sfide. Ma ce la potremo fare solo se ognuno accetterà di fare un passo verso l'altro. Se non sarà cosi' non ci sarà una soluzione", ha aggiunto.

I 'frugali' e i Visegrad affilano le armi

Un passo avanti che però, almeno per il momento, non sembra esserci. I frugali tengono il punto e il cancelliere austriaco Sebastian Kurz fa sapere di aver sentito i primi ministri di Olanda, Svezia e Danimarca per portare al tavolo delle trattative di Bruxelles una “posizione coordinata”. Torna a scalpitare anche il leader del gruppo di Visegrad, il premier ungherese Viktor Orban, che, anche come mossa tattica da pre-vertice, sparge pessimismo sull’esito del summit: "Penso che avremo negoziati molto difficili nella prossima settimana a Bruxelles, ed è difficile immaginare che si possa concludere questo dibattito in un round".

“Quest'estate le vacanze non saranno la cosa più importante per i primi ministri e presidenti dell'Unione europea", ma "dovremo continuare i negoziati per trovare un modo per rilanciare la nostra economia attraverso il bilancio Ue e il Recovery Plan", aggiunge Orban che torna a chiedere che la distribuzione dei finanziamenti del Recovery sia “equa, flessibile e non politica".   

L'appello di Ursula von der Leyen

Un forte richiamo a trovare un accordo arriva dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che intervenendo in Parlamento lancia un appello ai 27: "È venuto il momento di agire insieme e assieme rilanciare l'Europa”, dice la presidente dell’esecutivo Ue specificando a uso delle opinioni pubbliche del fronte nord che "solidarietà vuol dire che chi più ha bisogno deve avere più sostegno”, ma che “il piano Next Generation Eu è legato alle riforme e ogni stato membro ha dei compiti da fare. Se vogliamo uscire da questa crisi tutti i Paesi devono cambiare in meglio".     

"Negli ultimi sei mesi più di 100 mila persone sono morte in Europa, siamo nella peggior recessione degli ultimi 100 anni e le previsioni estive della Commissione mostrano un ulteriore calo: questa crisi è più profonda e molto più vasta di quella di 10 anni fa, ma quella crisi è ancora presente nella nostra memoria", aggiunge von der Leyen, La crisi di 10 anni fa è stata un trauma, osserva, “ma non è necessario che sia così di nuovo. Questa volta dovremo affrontare la crisi insieme, possiamo uscirne più forti”.       

Von der Leyen ha incontrato in serata lo stesso Michel e il presidente del parlamento, David Sassoli. E lo stesso presidente dell’Eurocamera chiede ai governi di arrivare a una posizione comune e ribadisce che non si può tornare indietro dalla proposta della Commissione: Per il Parlamento la proposta della Commissione europea non è un punto d'arrivo, ma la base minima dalla quale partire – dice Sassoli - non si può e non si deve tornare indietro. Noi combatteremo per il successo di questa proposta con tutti i mezzi a nostra disposizione".