In Catalogna 200.000 persone sono in lockdown per un nuovo focolaio

In Catalogna 200.000 persone sono in lockdown per un nuovo focolaio

Lo ha deciso la Generalitat dopo l'impennata di contagi nella provincia di Segrià

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© Josep Lago/AFP - Una donna col figlio in un hotel di Barcellona trasformato in centro anti coronavirus

Il presidente della Generalitat catalana, Quim Torra, ha deciso di confinare a partire da questo pomeriggio i quasi 200 mila abitanti della provincia di Segrià, con capoluogo Lleida, a causa di un'impennata dei casi di coronavirus nelle ultime ore. 

La decisione di confinare la provincia di Segrià e i suoi 200 mila abitanti arriva mentre la Spagna ha cominciato a riaprire i confini ai viaggiatori extra-Ue, con il via libera ai primi 12 Paesi, dopo aver accolto nuovamente dal 21 giugno i vicini europei.

Oltre alle restrizioni alla mobilità in entrata e in uscita dalla provincia (ammessi invece gli spostamenti interni), sono vietati gli assembramenti di oltre 10 persone e le visite nelle case di riposo, ha riferito il ministro della Salute catalano, Alba Verges, esortando a "ridurre l'attività sociale".

Le autorità hanno sottolineato di limitare le uscite di casa alle necessità "assolutamente essenziali". Per assicurare che le disposizioni vengano rispettate nei 38 Comuni indicati, sono stati dispiegati circa 200 agenti in 25 posti di controllo mentre saranno mobilitati vigili del fuoco per eventuali sanificazioni. 

La Spagna è stata tra i Paesi più colpiti dalla pandemia di Covid-19 con oltre 250 mila casi e 28.385 morti, al quarto posto per decessi in Europa dopo Regno Unito, Italia e Francia. Ieri sono stati registrati 17 morti in 24 ore, il numero più alto dal 19 giugno.