Trump perde il tocco magico sui candidati

Trump perde il tocco magico sui candidati

Per il tycoon nemmeno il terzo endorsement è andato a buon fine. Complice la curva dei contagi che negli Usa è in crescita esponenziale, ad un tasso di 50.000 in più al giorno che potrebbero arrivare a 100.000, secondo l'immunologo Anthony Fauci

Usa 2020 Trump perde tocco magico su candidati

© MANDEL NGAN / AFP
- Donald Trump

AGI - Complice il Covid, Donald Trump potrebbe aver perso il suo tocco magico. Il candidato appoggiato dal presidente nel terzo distretto congressuale del Colorado, l'incumbent Scott Tipton, è stato battuto alle primarie del Grand Old Party (Gop) per la sfida alla Camera il prossimo novembre dall'esordiente Lauren Boebert, rappresentante dell'ultra-destra e paladina del secondo emendamento della Costituzione, quello sul diritto a portare armi, preferibilmente "open carry", cioè a dire in stile Far West con la pistola alla cintura. Per il tycoon è il terzo endorsement che non va a buon fine.

La curva dei contagi negli Usa è in crescita esponenziale, ad un tasso di 50.000 in più al giorno che potrebbero arrivare a 100.000, secondo l'immunologo Anthony Fauci. Trump si limita a biasimare la Cina, puntando a galvanizzare la sua base al grido di "legge e ordine" come Richard Nixon nel 1968 con l'America in rivolta, solo che allora era lui lo sfidante. I repubblicani mettono in dubbio l'affidabilità dei sondaggi che vedono il presidente arrancare dietro il democratico Joe Biden, sperando in un bis del 2016 quando il trionfo di Trump sorprese l'America e il mondo.

Uno schiaffo all'inquilino della Casa Bianca ieri è arrivato ieri anche dall'Ue che riaprirà le frontiere a 14 paesi, Cina compresa, ma non agli Usa dove la pandemia sta dilagando. La decisione sarà aggiornata ogni due settimane ma per qualificarsi nella lista degli Stati non a rischio occorre che il tasso dei contagi sia in discesa e comparabile a quello del blocco Ue. I viaggiatori americani hanno speso 67 miliardi di dollari nell'Unione europea nel 2019, secondo i dati dell'amministrazione Usa, ovvero il 46% in più dal 2014.

Le compagnie aeree a stelle e strisce, con United, Delta e American Airlines in testa, hanno manifestato "delusione" per la decisione di Bruxelles. I viaggi internazionali lo scorso anno hanno rappresentato il 38% dei ricavi di United di cui il 17% frutto dei collegamenti tra le due sponde dell'Atlantico. "Speriamo che venga rivista presto (la decisione) e che almeno in forma limitata il traffico internazionale tra gli Stati Uniti e l'Unione europea riprenda", ha commentato in una nota il Ceo dell'associazione Airlines for America, Nicholas Calio.

Trump, che lo scorso marzo aveva messo al bando tutti gli arrivi dall'Europa per il coronavirus, è rimasto in silenzio. In serata ha però firmato l'ordine per il ritiro delle truppe Usa dalla Germania, ufficialmente per le mancate spese destinate da Berlino alla Nato. Si tratta di circa 10.000 uomini che dovrebbero venire dislocati in Polonia. Ma il Congresso Usa è già al lavoro da settimane per ostacolare questa mossa. Un gruppo bipartisan di parlamentari guidati dal repubblicano "ribelle" Mitt Romney ha proposto un emendamento alla versione del Senato del bilancio per la difesa che congela il numero delle truppe in Germania. Tra gli altri sponsor del provvedimento, il fedelissimo di Trump Lindsey Graham, Marco Rubio, Chris Coons, Tim Kaine e Jeanne Shaheen. Il presidente della commissione Forze Armate della Camera, il democratico Adam Smith, ha annunciato un'analoga misura. "In questo scenario - ha spiegato - è possibile che il riposizionamento delle truppe fuori dalla Germania non sia nel nostro interesse nazionale".

E mentre prende vigore il "Bountygate" per l'assenza di una risposta di Trump alle taglie che agenti segreti di Mosca avrebbero offerto per l'uccisione di militari americani in Afghanistan, contro il presidente si leva una nuova pesante voce in seno al Gop, quella della deputata Liz Cheney, numero tre del partito e figlia dell'ex vice presidente Dick Cheney. Sta attaccando il tycoon a tutto campo, dalla sicurezza nazionale alla gestione della pandemia, alimentando le speculazioni sul fatto che si stia preparando per l'era post-Trump. Ha perfino twittato una foto del padre con l'hashtag #realmenwaremask, ovvero "i veri uomini indossano la mascherina, cosa che il comandante in capo si rifiuta di fare. Se il tycoon dovesse venire scalzato dalla Casa Bianca il prossimo novembre, Cheney ne uscirebbe ben posizionata per la leadership del partito repubblicano rispetto ai rivali rimasti attaccati al carro di Trump.