Edouard Philippe, il moderato che supera Macron

Edouard Philippe, il moderato che supera Macron

Il suo primo incarico politico fu quello di vicesindaco a Le Havre, che mantenne dal 2001 al 2010 quando fu eletto sindaco per la prima volta. Elezione vinta di nuovo nel 2014. Dal 2017 è Premier, scelto da Emmanuel Macron

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SAMEER AL-DOUMY / AFP - Edouard Philippe

AGI - Una vittoria più larga del previsto ha premiato al ballottaggio il premier francese Edouard Philippe, eletto sindaco di Le Havre, nella sua Normandia. Lo era già stato nel 2010 e nel 2014. Appartiene alla destra moderata: i neo-gollisti di Alain Juppè, nemico giurato dell'ex presidente Nicolas Sarkozy.

Philippe, nato nel capoluogo della Normandia, Rouen, nel 1970, viene da una famiglia di sinistra, lo erano entrambi i genitori, insegnanti. Da giovane era vicino ai socialisti, alla corrente di Michel Rochard, per passare poi ai Repubblicani. Ha studiato a Science Po (Scienze politiche a Parigi) e poi all'Ena, la fucina dei funzionari dello Stato.

Il suo primo incarico politico fu quello di vicesindaco a Le Havre, che mantenne dal 2001 al 2010 quando fu eletto sindaco per la prima volta. Elezione vinta di nuovo nel 2014. Dal 2017 è premier, scelto da Emmanuel Macron.

Personaggio che non rilascia molte interviste, è abituato invece al confronto con i cittadini. Un'abitudine che gli viene dall'esperienza di sindaco. Cosi' come la capacita' di mediare e collaborare anche con partiti molto lontani dalle sue posizioni. Lo ha fatto a Le Havre, coinvolgendo anche il Partito comunista nelle scelte che hanno portato al rilancio della città. Lo ha fatto ancor più spesso a Parigi.

Questa volta, Philippe ha superato Macron anche sul piano del gradimento. La gestione della pandemia e della graduale riapertura gli ha portato piu' consensi che al presidente. Rispetto a Macron, il premier-sindaco ha sette anni in piu', e' piu' alto di 17 centimetri (la sua statura è di un metro e 94) e ora ha una dozzina di punti in piu' nel gradimento.

L'incognita è nella scelta che farà l'inquilino dell'Eliseo: lo confermerà per tenerselo vicino o nel rimpasto di governo gli darà il benservito? Macron deciderà, come d'abitudine, all'ultimo momento. In ogni caso, Philippe non resterà a piedi. E potrebbe fare un pensiero alle presidenziali, fra due anni.