La scuola riparte a fatica in Francia, tornati solo il 20-30% degli alunni  

La scuola riparte a fatica in Francia, tornati solo il 20-30% degli alunni  

Nelle prime due settimane di 'deconfinement' in pochi sono tornati in classe alle medie e alle elementati. Ora si aspettano i licei.

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© AFP -  A un alunno viene presa la temperatura prima dell'ingresso mella scuola Saint-Exupéry di Parigi 

In Francia la riapertura delle scuole dopo il 'confinement' per la pandemia finora ha visto tornare sui banchi solo una percentuale tra il 20% e il 30% degli alunni. Tra preoccupazione di genitori ed insegnanti, difficoltà logistiche e stringenti norme sanitarie, la scuola si è dimostrata una delle sfide della fase 2 più difficili da gestire per il governo.

A due settimane dalla riapertura delle scuole elementari, l’11 maggio, solo il 20% dei bambini siede sui banchi, e alle medie sono il 30%, per giunta quasi mai a tempo pieno. Sulla carta, dalla prossima settimana elementari e medie – in funzione solo nelle zone verdi per le classi prime e seconde – dovrebbero accogliere un maggior numero di studenti, ma personale scolastico e insegnanti lamentano che “il protocollo sanitario molto rigido sta complicando il funzionamento” delle scuole. E a breve il governo dovrà pronunciarsi anche sulla riapertura dei licei, dai primi di giugno.

“La nostra priorità è di poter permettere al maggior numero di alunni di riprendere contatto con l’istituzione scolastica prima della fine dell’anno. In primis quanti ne hanno più bisogno” hanno dichiarato all’Afp fonti vicine al ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer. Lo stesso ministro ha riconosciuto i problemi organizzativi del rientro a scuola di più studenti, in buona parte causati dall’incertezza sanitaria, ma anche da questioni burocratiche.
“Vorremmo che alcuni alunni tornassero in classe ma non ci riusciamo. Eppure molte scuole hanno capacità di accoglienza superiori rispetto al numero attuale di alunni presenti” ha detto Blanquer. Se da un lato molti genitori hanno paura a far tornare i bambini a scuola, dall’altro famiglie valutate come “non prioritarie” nell’accesso alle lezioni ma che erano volontarie si sono viste rifiutare la loro richiesta per mancanza di posti, spesso in grandi città, in primis a Parigi.

Anche i sindacati hanno riscontrato “pressioni sulle scuole per accogliere più bambini”, ma gli insegnanti sono ancora in attesa di risposte scientifiche per capire se il protocollo sanitario può essere allentato per facilitare le attività e la convivenza in ambito scolastico. 

“L’organizzazione attuale è già appesa a un filo. Se si aggiungono altri alunni, non può funzionare” ha avvertito Agnès Le Brun, portavoce dell’Associazione dei sindaci di Francia (Amf), incaricata dell’educazione. Sul piano pratico significherebbe aumentare i turni di servizio a mensa e la frequenza delle pulizie nelle scuole. Per giunta, al momento, le collettività locali non sono riuscite ad attivare attività extrascolastiche: in 200 hanno manifestato il loro interesse ad organizzare incontri culturali, sportivi, ma “i compensi finanziari statali sono troppo bassi e le risorse umane insufficienti” ha aggiunto Le Brun. Per superare queste difficoltà, le Federazioni dei genitori, tra cui l’Fcpe, auspicano l’apertura di tutti i luoghi pubblici come biblioteche, palestre e parchi per accogliere tutti i bambini i cui genitori devono tornare in ufficio o in fabbrica. In base alle regole stabilite dal governo, il ritorno a scuola avviene su base volontaria, ovvero sono i genitori a decidere. Bambini delle materne ed elementari non devono indossare la mascherina, invece obbligatoria per i ragazzi delle medie. Obbligo di mascherina per il personale scolastico e gli insegnanti quando non è possibile osservare la distanza di un metro. Nelle classi non possono essere accolti più di 10 a 15 alunni.

I nuovi provvedimenti che il premier, Edouard Philippe, dovrebbe presentare giovedì potrebbero alleggerire il protocollo sanitario nelle scuole, anche per facilitare il ritorno di più studenti. Ma al momento, tenuto conto delle varie problematiche concrete, il ministero competente punta ad un ritorno alla norma solo a settembre, con l’avvio del nuovo anno scolastico.