Serraj: "Non mi siederò al negoziato con Haftar"

Serraj: "Non mi siederò al negoziato con Haftar"

Il presidente del Governo di accordo nazionale libico accusa l'uomo forte della Cirenaica di aver approfittato della pandemia da coronavirus per violare la tregua e bombardare Tripoli

Libia Serra negoziato Haftar

 Libia Al-Serraj (Afp)

"Non mi siederò al negoziato con Haftar dopo i disastri e crimini che ha commesso nei confronti di tutti i libici": all'indomani della riconquista di due importanti città strategiche sulla strada verso Tripoli, Sorman e Sabrata, il presidente del Governo di accordo nazionale libico, Fayez al-Serraj, promette la linea dura con il generale Khalifa Haftar. "Abbiamo sempre cercato di risolvere le nostre dispute attraverso un processo politico, ma ogni accordo è stato subito rinnegato da Haftar", spiega dalle pagine di Repubblica.

Serraj accusa l'uomo forte della Cirenaica di aver approfittato della pandemia da coronavirus per violare la tregua e bombardare Tripoli. "Ci aspettavamo che i pericoli della pandemia lo avrebbero trasformato in un uomo di parola, per una volta. Ma lui ha visto nella pandemia un'opportunità per attaccarci. E visto il fallimento, ora bersaglia con bombardamenti indiscriminati Tripoli, le zone residenziali, gli impianti e le istituzioni civili e addirittura l'ospedale pubblico Al Khadra nel centro della capitale".

Serraj aggiunge di avere "le prove della partecipazione di mercenari stranieri nelle milizie di Haftar" e sottolinea invece che Tripoli non ha "contratti con mercenari", ma ha firmato "un accordo di cooperazione militare con la Turchia alla luce del sole". Quando alla pandemia, il premier libico, che non chiarisce quale sia la situazione effettiva in Libia, auspica "un sostegno maggiore da parte dei partner europei, delle organizzazioni Onu a cominciare dall'Oms".