Il ventilatore polmonare in soccorso di Africa e Sudamerica

Il ventilatore polmonare in soccorso di Africa e Sudamerica

Progettato da un medico e una piccola società, l'oggetto è prodotto in serie da Seat ma senza brevetto per essere accessibile a chiunque voglia replicarlo

coronavirus ventilatore polmonare

© PAU BARRENA / AFP
- Le prove dell'OxyGEN su un manichino 

Un ventilatore polmonare d'emergenza sviluppato a partire da un motore dei tergicristalli delle auto è stato prodotto da Seat (gruppo Volkswagen) e non è stato brevettato per consentire la replicazione e la diffusione anche in Africa e Sud America: è questa la scommessa del dottor Manuel Puig Domingo e della casa automobilistica Seat contro il coronavirus.

Il respiratore di chiama OxyGEN e sviluppato sulla base dell'idea di una piccola società di ingegneria a Barcellona, la Protofy.xyz, che lo ha voluto "open hardware". Meno efficiente di un modello convenzionale, perché ha solo la modalità per l'assistenza forzata, è stato progettato a una velocità "che non avremmo mai immaginato" a causa dell'emergenza sanitaria, spiega l'endocrinologo che ha trovato la collaborazione della Casa automobilistica spagnola per la produzione in serie.

Questo ventilatore polmonare è un modello "abbastanza semplice", ed è prodotto nella fabbrica Seat di Martorell, in Catalogna, e sviluppato a partire da un motore per parabrezza. è stato testato sui suini ed è stato autorizzato dall'Agenzia spagnola per i medicinali.

A differenza di un modello standard che permette un'assistenza respiratoria totale o parziale, il modello del dottor Puig, direttore del Centro di ricerca dell'ospedale German Trias i Pujol di Badalone, permette solo un'assistenza totale. Una volta che il paziente ha iniziato a recuperare la capacità respiratoria, deve quindi essere intubato con un modello standard in grado di ventilarlo "a richiesta".

Ma il team di Puig sta attualmente lavorando allo sviluppo di altri due modelli completi che dovrebbero essere pronti in poche settimane. L'idea è nata dalla constatazione che "non puoi dipendere da altri quando si tratta di apparecchi sanitari". Soprattutto non in un mercato che con la pandemia in corso è diventato molto competitivo. E la Spagna è uno dei Paesi che registra più casi di coronavirus.

I respiratori sono fondamentali per salvare vite e permettono di garantire la funzionalità artificiale dei polmoni dei pazienti affetti da polmonite innescata dal Covid-19. Ventilatori come questi "non dovrebbero essere necessari in un Paese ricco e moderno".

Ma nel contesto attuale con la pandemia che corre, 42 ospedali spagnoli hanno ordinato il modello e richieste arrivano anche dall'Italia. Per consentirne la diffusione, ha annunciato Seat, questo ventilatore non sarà brevettato. "Qualsiasi produttore di automobili o altra industria con la capacità di produrre questo respiratore può farlo". Si tratta di un progetto "totalmente altruista", finanziato interamente da Seat per un importo che l'azienda non ha specificato.

La produzione è iniziata sabato al ritmo di 100 unità al giorno, che potrebbe essere aumentata a 300. Il dottor Puig spera di vedere il suo modello arrivare in Africa o in Sud America perchè "molti paesi di questi continenti non possono permettersi una grande quantità di respiratori". Puig ha ricevuto richieste anche dall'Italia ed è in contatto anche con l'Argentina e il Cile. Soprattutto, però, si augura che questo modello "non passi nelle mani di persone che lo commercializzerebbero".