Le portaerei 'focolaio' di contagio come le navi da crociera

Le portaerei 'focolaio' di contagio come le navi da crociera

Prima l'Americana USS Theodore Roosevelt, poi la francese Charles de Gaulle alle prese con il coronavirus

Roosevelt De Gaulle portaerei Covid

© FRED TANNEAU / AFP
- La portaerei francese Charles De Gaulle

A preoccupare all'inizio della pandemia di Covid-19 erano le navi da crociera: quelle in giro per il mondo, nel momento in cui è scoppiata l'emergenza, furono costrette ad attraccare e isolate perché da imbarcazioni di lusso si erano trasformate in giganti lazzaretti galleggianti.

Ora a focalizzare l'attenzione sono le portaerei che rischiano di fare la stessa fine.

La Uss Theodore Roosevelt, soprannominata il 'grande bastone americano', che con la sua autonomia praticamente illimitata aveva preso parte a tutte le guerre degli ultimi quarant'anni, è bloccata al porto di Guam, in pieno Pacifico, con 286 marinai positivi al nuovo coronavirus, su un equipaggio totale di oltre 4 mila persone. E preoccupa pure la sorte della portaerei Charles de Gaulle, punta di diamante della Difesa francese: ha dovuto accorciare la sua missione nell'Atlantico perché si è trovata a bordo una quarantina di casi sospetti di contagio.

Ora sono tutti in isolamento, in attesa dell'arrivo di una equipe medica inviata d'urgenza da Parigi.

Il ministero della Difesa ha detto che il personale interessato è sotto "osservazione medica rafforzata" e non desta alcuna preoccupazione. La nave è "in piena capacità dei suoi mezzi e avrebbe potuto continuare la sua missione. Siamo nel principio di precauzione", ha assicurato una fonte militare.

Attualmente nell'Atlantico al largo del Portogallo, la portaerei nucleare era partita il 21 gennaio. Sarà a Tolone, sua base nel sud-est della Francia, tra meno di una settimana, qualche giorno prima rispetto al 23 aprile inizialmente previsto.

Il team epidemiologico del Servizio sanitario dell'esercito (Ssa) inviato a bordo dovrà in particolare determinare in che modo il personale sia potuto essere contagiato visto che non vede la terraferma dall'ultima sosta a Brest, in Bretagna, il 15 marzo e da allora non sono stati ricevuti visitatori esterni.

"Non abbiamo spiegazioni", ha ammesso una fonte militare. Nel frattempo sono state prese importanti misure sanitarie. Oltre a disinfettare corrimano e maniglie, il numero di riunioni e partecipanti è stato ridotto.

Le mascherine sono distribuite come misura preventiva a chi mostra sintomi. Il team medico comprende una ventina di operatori sanitari (medici, infermieri, chirurghi), che hanno una stanza d'ospedale con una decina di letti, respiratori e uno scanner.

Una sezione della parte anteriore della nave, con una capacità di 127 persone, è stata isolata per accogliere i marinai confinati.

Dal Pacifico, invece, quello della Roosevelt si è trasformato in un terremoto politico a Washington che ha portato alle dimissioni del segretario della Marina ad interim, Thomas Modly: si è dovuto dimettere dopo la revoca dell'incarico al capitano Brett Crozier, comandante della nave, che aveva scritto una dura lettera in cui chiedeva ai vertici di muoversi per mettere in salvo l'equipaggio che rischiava il contagio totale.

Modly è volato sulla nave, nel porto dell'isola di Guam, e ha pronunciato un discorso all'equipaggio in cui attaccava il capitano Crozier, dicendo che "o era troppo ingenuo o troppo stupido" per essere responsabile di una portaerei. Sono passate appena poche ore e le sue parole sono rimbalzate a Washington: non sono bastate le sue scuse pubbliche a placare la rabbia tra i deputati Democratici. Ed è stato costretto alle dimissioni.