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Il cardinale George Pell è stato prosciolto dall'accusa di pedofilia

Il cardinale George Pell è stato prosciolto dall'accusa di pedofilia

Il porporato, che stava scontando una condanna a 6 anni in Australia ha vinto il ricorso presso l'Alta Corte. Il Papa, "preghiamo per chi ha subito una sentenza ingiusta"

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© Foto: Alberto PIZZOLI / AFP  - George Pell, cardinale (AFP) 

È libero il cardinale Geroge Pell, che stava scontando una condanna a 6 anni per pedofilia in Australia. Il porporato di 78 anni, ex capo della Segreteria per l'Economia del Vaticano, ha vinto il ricorso presso l'Alta Corte australiana che ha deciso il suo proscioglimento.

Era rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Barwon, in seguito alla sentenza emessa a dicembre del 2018 che lo ha riconosciuto colpevole di molestie sessuali nei confronti di chierichetti nella cattedrale di Melbourne 20 anni fa, accuse rispetto alle quali si è sempre dichiarato innocente.

Il proscioglimento ha rimediato ad "una seria ingiustizia", ha detto il cardinale, commentando la sentenza in una nota, diffusa prima del suo rilascio. Pell ha detto che il suo processo "non è un né un referendum sulla Chiesa cattolica e né un referendum su come le autorità della Chiesa in Australia affrontano i casi di pedofilia".

Secondo la sentenza di oggi la giuria del processo avrebbe dovuto nutrire un ragionevole dubbio riguardo l'effettivo coinvolgimento del prelato nei fatti ascrittigli.

Di cosa era accusato Pell

I fatti risalgono alla metà degli anni '90. La condanna, che suscito' grande scalpore essendo Pell uno degli uomini cui Papa Francesco aveva affidato il compito di una gestione più limpida delle risorse finanziarie della Chiesa, al dicembre di due anni fa.

Il proscioglimento, si legge nella sintesi del dispositivo, è stata presa all'unanimità. Esiste infatti una "significativa possibilità che una persona innocente sia stata riconosciuta colpevole perché le prove fornite non soddisfacevano sufficienti prerequisiti" di attendibilità.

La preghiera di Francesco 

Nessun commento al momento dal Vaticano. Ma stamane, celebrando la messa a Santa Marta, lo stesso Papa Francesco ha pronunciato una frase che può essere letta come in relazione al caso di Pell. Bergoglio infatti ha invitato a pregare per quanti sono rimasti vittima di una sentenza ingiusta, motivata dall'accanimento. "In questi giorni di Quaresima", ha detto il Pontefice all'inizio della celebrazione della messa a Santa Marta, trasmessa in streaming, "abbiamo visto come i dottori della legge si siano accaniti contro Gesù, come lo abbiano giudicato con accanimento. Chiedo di pregare per tutte le persone che soffrono una sentenza ingiusta per accanimento".