È scoppiata la guerra delle mascherine tra Usa ed Europa

È scoppiata la guerra delle mascherine tra Usa ed Europa

Gli Stati Uniti sono accusati di procurarsi il prezioso presidio medico con "atti di pirateria". Ma la Casa Bianca non se ne preoccupa e non si fa scrupolo di accaparrarsi a suon di dollari le partite destinate ad altri Paesi e a sospendere le forniture a quelli in difficoltà

coronavirus Guerra mascherine

© MIGUEL MEDINA / AFP
- Le mascherine appese in un ospedale italiano portano i nomi dei medici che sono costretti a riutilizzarle

Con oltre un milione di contagiati da coronavirus nel mondo, i governi di mezzo pianeta sono a caccia alle mascherine. E in quella che ormai appare come una vera e propria 'guerra', c'è chi non si fa remore di usare anche i colpi bassi.

Gli Stati Uniti sono stati accusati di "pirateria moderna" perché avrebbero letteralmente dirottato una spedizione di mascherine destinate alla polizia tedesca. Il governo del land di Berlino non ha esitato a parlare di "metodi da selvaggio West".

Nonostante la scienza sia confusa sull'opportunità o meno di usarne, l'Oms non abbia ancora rivisto le sue linee guida che per adesso non impongono ai cittadini di indossarle e il presidente Usa, Donald Trump, abbia detto che lui personalmente si guarderà bene dal mettersela, i governi sono impegnati in una corsa contro il tempo per cercare di procurarsele o avviare una produzione nazionale.

E la guerra si fa senza esclusione di colpi. Circa 200 mila mascherine del tipo N95 (quelle con il filtro) sarebbero state dirottate negli Stati Uniti mentre venivano trasferite tra aerei in Thailandia.

Andreas Geisel, il ministro dell'Interno della città-Stato di Berlino, ha parlato di "atto di pirateria moderna". E ha chiesto al governo tedesco di imporre agli Usa il rispetto dei trattati commerciali internazionali: "Questo non è il modo di rapportarsi ai partner transatlantici. Anche in tempi di crisi globale non dovrebbero esistere i metodi da selvaggio West".

In realtà non è la prima volta, negli ultimi giorni, che gli Usa vengono accusati di utilizzare in modo spregiudicato la propria 'potenza di fuoco' per accaparrarsi materiale così prezioso.

Valerie Pecresse, presidente della regione dell'Ile-de-France, ha parlato di "caccia al tesoro" e ha raccontato che aveva trovato una partita di mascherine, che però le è stata 'soffiata' dagli americani che avevano offerto di pagare una somma tre volte tanto e in contanti.

Le autorità francesi hanno raccontato addirittura di una partita letteralmente 'sottratta' su una pista di aeroporto. Del resto nei Paesi da settimane circola l'allarme sulla mancanza di mascherine, camici e ventilatori per l'ossigeno.

Il presidente Trump ha invocato il Defense Production Act, una legge risalente alla guerra di Corea, che gli attribuisce poteri speciali come quello di imporre alle aziende di produrre ciò che il governo federale richiede.

La Casa Bianca finora era parsa incerta se ricorrere a questa procedura d'urgenza, ma la mancanza di mascherine tra medici e infermieri l'ha messa alle strette. In realtà mentre l'immunologo Anthony Fauci ha consigliato a piu' di trecento milioni di americani di indossare le protezioni al volto, quando escono, per ridurre il rischio di contagio, Trump resta contrario.

Proprio appellandosi al Defense Production Act, però il presidente ha imposto alla 3M del Minnesota, la produzione del maggior numero di mascherine e, allo stesso tempo, ne ha bloccato le esportazioni in Sud America e in Canada.

L'azienda ha risposto sottolineando come questo embargo comporti "implicazioni umanitarie" come la cessazione di forniture mediche di sostegno a lavoratori sanitari che si "trovano in condizioni critiche". "Allo stesso tempo" ha aggiunto la 3M "questo provocherà la reazione degli altri Paesi, che bloccheranno le forniture agli Stati Uniti".

Se questo avvenisse, hanno spiegato, il "numero netto dei respiratori destinati" agli Usa, importati dall'estero, diminuirebbe, aggravando la situazione. La 'guerra' è diventata tale che se la giocano persino gli Stati interni americani, l'uno contro l'altro.

Nella 'task force' della Casa Bianca è appena entrato Jared Kushner, il genero 'eccellente', del presidente Trump. Non ha esperienza in medicina, non è mai stato eletto o fatto il servizio militare, ma il 39enne marito di Ivanka, già nominato consigliere personale di Trump, sembra miri a prendersi un ruolo nella soluzione della diatriba tra il presidente e i governatori su chi sia responsabile - il governo federale o i singoli Stati - della carenza di dispositivi medici per le aree colpite dal virus.

In un commento che gli ha subito attirato una raffica di critiche, Kushner ha ammonito che la crisi rivelerà "quali politici sono i migliori manager" e ha definito alcuni governatori "impauriti" e confusi. In attesa dunque di capire come possa finire il braccio di ferro, c'è chi dice che la Casa Bianca potrebbe cedere e invitare gli americani a utilizzare soluzioni di fortuna, come sciarpe e bandane.