La Procura del Venezuela accusa Guaidò di tentato colpo di Stato

La Procura del Venezuela accusa Guaidò di tentato colpo di Stato

Contro il leader dell'opposizione ci sono le dichiarazioni di Cliver Alcalá Cordones, un ex ufficiale venezuelano che si è consegnato agli agenti americani della Dea in Colombia

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© AFP - Juan Guaidò durante un comizio a Las Mercedes lo scorso 3 marzo

La Procura del Venezuela ha citato il leader dell'opposizione, Juan Guaidò, per presunto "tentato colpo di stato" e tentato omicidio. Lo ha comunicato il procuratore generale William Saab.

In una dichiarazione trasmessa dalla televisione di stato, Saab ha detto che Guaidò è stato chiamato a comparire davanti ai pubblici ministeri giovedì, a seguito di un'indagine della scorsa settimana sul sequestro di un deposito di armi nella vicina Colombia, che secondo la magistratura venezuelana sarebbe stato destinato a essere contrabbandato in Venezuela. 

Contro Guaidò ci sono le dichiarazioni di Cliver Alcalá Cordones. Alcalá è un ex ufficiale in pensione che la settimana scorsa si è consegnato agli agenti della Drug Enforcement Administration (Dea) in Colombia, il giorno dopo che il governo degli Stati Uniti ha denunciato il presidente Nicolas Maduro e gli altri.  Alcalá Cordones è accusato di addestrare mercenari in campi clandestini situati a Riohacha, in Colombia, e di tentare di contrabbandare armi di vario calibro in Venezuela.

Dopo che gli sono state contestate le accuse, Alcalá Cordones (che è ancora in Colombia) ha rilasciato un'intervista a una stazione radio locale in cui dichiarandosi responsabile della fallita operazione e ha indicato Guaidó come uno dei protagonisti di quello che la Procura ha definito un "tentato colpo di stato e assassinio".

Il procuratore Saab sostiene che Clíver Alcalá "ha confessato la sua partecipazione e che il tentativo di armare i gruppi terroristici è stato fatto su ordine diretto di Juan Guaidó". Secondo il magistrato, l'ex ufficiale "ha dichiarato che l'accordo fra J.J. Rendón e Guaidó, era finalizzato 'all'eliminazione chirurgica di obiettivi precedentemente identificati'. Che in linguaggio colloquiale significa assassinare, uccidere il capo dello Stato", ha concluso il procuratore.

Rendòn è un consulente politico, considerato un "nemico" da Nicolas Maduro che nel 2012 lo definì "nemico numero uno dello Stato venezuelano" e l'anno dopo lo definì "apolide". Dal 2016 gli Usa gli hanno concesso asilo politico.