Il ricorso di Amazon sospende la commessa del Pentagono assegnata a Microsoft

Il ricorso di Amazon sospende la commessa del Pentagono assegnata a Microsoft

L'azienda di Bezos aveva accusato Trump di influenzare la decisione del ministero della Difesa senza tener conto degli argomenti oggettivi

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 Jeff Bezos

Un tribunale federale degli Stati Uniti ha ordinato al Pentagono di sospendere l'esecuzione del mega-contratto di archiviazione di dati online da 10 miliardi di dollari, la cui assegnazione a Microsoft a fine ottobre era stata pesantemente contestata da Amazon.

Il colosso delle vendite online, leader globale del mercato cloud, aveva intentato una causa accusando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di influenzare la decisione del ministero della Difesa senza tener conto degli argomenti oggettivi, che secondo Amazon vanno ampiamente a suo favore, in termini di esperienza e tecnologia.  

La ricostruzione della vicenda

Jeff Bezos, il fondatore di Amazon e uomo con un patrimonio di 111,6 miliardi di dollari, aveva deciso di rivolgersi alla Corte federale, contestando la decisione del Pentagono di assegnare la commessa alla Microsoft del rivale Bill Gates, secondo più ricco al mondo, con 106,5 miliardi.

Bezos ritiene che la commessa per gestire tutta l'informazione e il trasferimento dati del Pentagono per i prossimi dieci anni sia stata assegnata senza rispettare i requisiti richiesti, e che si basi solo su una "scelta politica": Amazon, sostiene il fondatore, a lungo il grande favorito, aveva nettamente i mezzi migliori rispetto a Microsoft.

Nel campo del "cloud computing", la "nuvola informatica" che fornisce servizi in rete all'utente, Amazon è leader con il 48 per cento del mercato, mentre Microsoft è al 15 per cento. "Numerosi aspetti della decisione - aveva spiegato Amazon a Cnbc - presentano errori e mancanze a un livello cosi' importante che e' necessario l'intervento di un giudice".

All'inizio erano in gara in quattro: Oracle, Ibm, Amazon e Microsoft. I primi due sono stati esclusi dal bando a inizio anno, lasciando il duello finale ai due super miliardari, che però non sono nella stessa posizione agli occhi del presidente degli Stati Uniti.

Donald Trump da tempo attacca Bezos, considerato un "nemico", editore del Washington Post, uno dei giornali che più attacca la Casa Bianca. Con il fondatore di Microsoft, Bill Gates, invece, il presidente ha instaurato un rapporto così amichevole da aver condiviso in estate due cene nel resort del presidente.

Se la preferenza della Casa Bianca per Gates era chiara, quello che ha spinto il fondatore di Amazon a portare il caso in tribunale è il peso geopolitico che questa commessa può avere nei prossimi dieci anni: ottenere la gestione di tutti i dati militari del Pentagono, da quelli dell'amministrazione a tutte le ambasciate e sedi diplomatiche americane nel mondo, darebbe a Microsoft un vantaggio enorme sul mercato. 

Ovvero riuscirebbe ad occupare una posizione dominante e a stravolgere le gerarchie che vedono Amazon in testa, oltre a diventare un potenziale cliente per tutti gli altri Paesi occidentali.