(AGI) - Roma, 26 mag. - "Oggi e' presto per arrivare a unadecisione definitiva. Tra dieci anni, quando ne avro' 90,convochero' una grande riunione e in quell'occasione verra'presa una decisione definitiva. Abbiamo ancora tempo". Cosi' ilDalai Lama in un'intervista al settimanale 'Oggi', che nelnumero in edicola da domani racconta l'incontro con la massimaautorita' buddista avvenuto nella sua residenza di MacLeodGanj, nell'India settentrionale. Il Dalai Lama si e' mostratoottimista per il futuro del suo martoriato Paese, anche se lasituazione in Tibet negli ultimi anni e' addirittura peggioratacome dimostra il fatto che oltre 100 persone di ogni eta',sesso e condizione sociale si siano date fuoco per protestarecontro la repressione di Pechino. E adesso, addirittura, ilgoverno cinese pretende anche di decidere su cosa dovra'accadere alla tradizione dei Dalai Lama una volta scomparsol'attuale. Tenzin Gyatso e' di parere contrario: "Fin dal 1969,in una dichiarazione ufficiale, ho affermato che se latradizione dei Dalai Lama debba o meno continuare dovra'deciderlo il popolo tibetano. Periodicamente mi incontro con imaggiori esponenti delle diverse scuole del buddismo tibetano enel 2011, nel corso di una di queste riunioni, prendemmo inesame a fondo il futuro dell'istituzione del Dalai Lama.Ovviamente la domanda principale e' se questa istituzionedovra' continuare. E, in caso affermativo, come scegliere ilmio successore. Da un punto di vista teorico si potrebbe farecome nel caso del Papa, scegliendolo per votazione. Oppure,come e' previsto dalla tradizione tibetana, un maestro puo'indicare la sua nuova incarnazione anche prima di morire". IlDalai Lama ha raccontato anche un aneddoto della suagiovinezza: "Le persone che sono scelte per preservare il lorolignaggio dovrebbero porre estrema attenzione allo studio ealla pratica. Nel mio caso, per esempio, porto il sacro nomedel Dalai Lama, ma quando stavo ancora studiando il mio tutoreaveva un frustino giallo. Lui era un uomo molto concreto, nonpensava che per un lama importante non fosse necessariostudiare, quindi impugnava quel frustino. Io ero uno studentepiuttosto svogliato, non molto interessato alle materie distudio, ma a causa della paura del frustino dovevo darmi dafare!", ha raccontato sorridendo. .