Chi è l'uomo a cui il premier Mitsotakis ha affidato l'economia greca

Per comporre il nuovo governo, il neopremier Mitsotakis ha annullato le ferie ai parlamentari. E all'economia c'è il ritorno di Staikouras. Il messaggio di Juncker: "C'è ancora tanto da fare"

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AYHAN MEHMET / ANADOLU AGENCY
Christos Staikouras
 

"Il lavoro duro inizia adesso", ripete il nuovo premier greco Kyriakos Mitsotakis. Il giorno dopo la schiacciante vittoria alle elezioni anticipate, il cambio di governo in Grecia è compiuto: il leader 51enne di Nea Demokratia, rampollo di una prolifica dinastia politica, ha già giurato da primo ministro. "Il mandato che il popolo ci ha consegnato è quello di realizzare appiano il cambiamento della Grecia", ha detto il neo premier.

La difficoltà della sfida - gli effetti della crisi si sentono ancora pesantemente nel Paese - non impedisce a Mitsotakis di professare "una piena fiducia nella nostra capacità di rispondere alle condizioni presenti". Con quasi il 40% dei consensi, Nea Demokratia può contare su una solida maggioranza assoluta. Mitostakis ha fretta: il giuramento del governo potrebbe esserci già domani. Per questo ha annullato le ferie ai parlamentari, l'idea è quella di dare immediatamente un segnale del "cambiamento".

A detta dell'uomo che ha messo fine all'era Tsipras - che pure era riuscito, con tagli e riforme dolorose, a scongiurare il default del Paese - la Grecia deve ritrovare tutto il suo "orgoglio": dunque abbassamento delle tasse, riforme a favore della classe media, allentamento dei tagli. Un programma ambizioso, non a caso salutato con un avvertimento da parte del presidente della Commissione Ue: "Molto è stato raggiunto, ma molto deve ancora essere fatto", gli ha scritto Jean-Claude Juncker nella sua lettera di congratulazioni.

Nuova Democrazia ha conquistato il 39,8% dei voti, staccando di quasi otto punti il partito di governo uscente, Syriza, che comunque ha raggiunto un ragguardevole 31,5%, risollevandosi dal 23 e rotti delle europee. Grazie al premio di maggioranza, i conservatori di Mitsotakis si assicurano 158 seggi su 300.

L'altro dato saliente del voto è la batosta dei neonazisti di Alba Dorata, che con il 2,93% rimangono fuori dal Parlamento: non sorprendentemente, la formazione di ultradestra - che nel momento più duro della crisi finanziaria era arrivata ad essere terza forza politica del Paese - ha annunciato un ricorso per chiedere il riconteggio dei voti, definendo il risultato delle urne "scandaloso". Non la vede così Mitsotakis, ovviamente, che ha definito "una vittoria per la democrazia" l'addio di Alba dorata.

Da parte sua, lo sconfitto annunciato Tsipras aveva tentato il tutto per tutto chiedendo ai greci di "non riconsegnare il Paese a chi l'aveva trascinato alla bancarotta" e ripetendo, fino all'ultimo comizio, "che bisogna ricordarsi dove eravamo nel 2014 e dove siamo adesso". Non è bastato. Oggi l'oramai ex premier promette "un'opposizione responsabile, ma dinamica", con Syriza che si pone come la paladina dei lavoratori greci.

È però un fatto, commentano oggi i giornali, che il partito di sinistra con il suo 31% rappresenta comunque il secondo polo politico del Paese, con le altre forze ricondotte a posizioni minoritarie: i socialdemocratici di Kinal - eredi del Pasok - ottengono 22 seggi, seguiti dai comunisti del Kke con 15 seggi e il partito nazionalista di Soluzione greca a soli 10 seggi. Contenuto anche il risultato di Mera25, la formazione dell'ex ministro alle Finanze Yanis Varoufakis, con 9 deputati.

E tuttavia per Mitsotakis non sarà certo una passeggiata: anche se la Grecia ha potuto lasciare lo schermo protettivo Ue allentando la stretta dei creditori, il debito pubblico rappresenta ancora il 181% del Pil, la disoccupazione generale è di poco sotto il 20% mentre quella giovanile è il doppio. Nella vita delle famiglie gli effetti della ripresa non si sono ancora sentiti piu' di tanto.

Il nuovo ministro dell'economia greco

Economista 45enne, con un Mba all'Imperial College di Londra e un PhD alla City University of London, alle spalle già un'esperienza al governo tra il 2012 e il 2015 come ministro supplente, Christos Staikouras è il nuovo responsabile delle Finanze nell'esecutivo greco guidato da Kyriakos Mitsotakis. Dal suo predecessore ha ereditato un'economia ancora debole, nonostante sia in crescita, un debito ancora alto e la sfida, tutta in salita, per ottenere dai creditori di Atene un alleggerimento degli obiettivi fiscali promessi dal precedente governo di Alexis Tsipras.

Dopo la laurea ad Atene e la specializzazione nel Regno Unito, Staikouras ha lavorato dal 2000 al 2002 come analista per Eurobank Ergasias e dal 2002 al 2004 come consigliere per il Board dei Direttori, continuando a portare avanti anche l'impegno accademico. Nel 2006 e' diventato professore associato alla University of Economics and Business di Atene. Un incarico però che ha lasciato l'anno successivo, dopo essere stato eletto in Parlamento per Nea Dimokratia come rappresentante della regione di Phthiotis.

Rieletto nel 2009 e nel 2012, è stato nominato come ministro delle Finanze supplente nel governo di Antonis Samaras fino al 2015 quando il partito conservatore è passato all'opposizione. Da allora, e' stato coordinatore degli Affari economici e ministro ombra delle Finanze per Samaras, Evangelos Meimarakis, Ioannis Plakiotakis e infine Kyriakos Mitsotakis che lo ha riportato al governo. 

I principali membri del governo

La guida della diplomazia è stata affidata a Nikos Dendias, 59enne ex pubblico ministero nell'inchiesta contro il partito di estrema destra Alba Dorata dopo l'uccisione nel 2013 di un rapper anti-fascista. All'ex ministro socialista Michalis Chrysohoidis è stata invece affidata la Protezione dei cittadini mentre alla Difesa va il 53enne avvocato
Nikos Panagiotopoulos; all'ex portavoce Giorgos Koumoutsakos, 57 anni, è stato dato il ministero per l'Immigrazione.

Tra gli esponenti di estrema destra, spiccano il 46enne Adonis Georgiadis, venditore di libri in tv finito al centro delle critiche nel 2017 per aver pubblicizzato un'opera antisemita, al quale è stato dato l'incarico per lo Sviluppo e gli Investimenti, mentre il nuovo ministro dell'Agricoltura è il 54enne Makis Voridis, fondatore di un partito ultra-nazionalista, ormai defunto, alleato in passato con il Front National di Le Pen. Cinque le donne che fanno parte dell'esecutivo, tra cui la 38enne Niki Kerameus scelta per guidare il dicastero dell'Istruzione



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