La chiamano la città delle pugnalate. Ma Londra è davvero pericolosa?

L'attacco di Trump al sindaco Sadiq Khan non si è fatto attendere. Ma cosa raccontano davvero i numeri?

londra emergenza accoltellamenti 
 (Afp)
 Londra 

In America l’hanno ribattezzata Stab-City, la città della pugnalata, un’espressione che è evidentemente piaciuta molto al presidente Donald Trump che l’ha subito retwittata per polemizzare con il sindaco musulmano Sadiq Khan. Ma Londra è pericolosa come viene dipinta? E l’emergenza coltelli descritta dai media c’è davvero?

I numeri del 2019

Dal primo gennaio al 29 giugno scorso, a Londra sono morte 33 persone dovute ad accoltellamenti. L’ultima vittima, in ordine di tempo, è un quarantenne pugnalato a Battersea, zona sudoccidentale della capitale. Prima di lui, avevano perso la vita una madre e suo figlio, che in verità la donna non ha nemmeno avuto il tempo di conoscere: Kelly Mary Fauvrelle, di 26 anni, è stata uccisa mentre portava in grembo un figlio di 8 mesi, un bimbo fatto nascere prematuramente dai medici che stavano vanamente soccorrendo la mamma. Il neonato, dopo quattro giorni di agonia, è morto in ospedale.

La prima persona a perdere la vita quest’anno a causa di una coltellata, invece, era stata una donna di 33 anni, la notte di Capodanno, una manciata di ore dopo aver brindato al 2019. In mezzo, oltre una trentina di casi simili. Considerando agli gli attacchi non mortali, i casi di aggressioni con qualche tipo di lama sono oltre ottanta.

In crescita rispetto al passato (recente)

Più interessante, per cercare di delineare un trend e comprendere un fenomeno, è fare un confronto con il passato. Per evitare equivoci, però, occorre fare alcune precisazioni. Se parliamo di accoltellamenti veri e propri, i numeri sono chiari: lo scorso anno erano stati un centinaio, quest’anno sono già intorno agli ottanta, e quindi è probabile che a fine anno il dato peggiori rispetto al 2018.

Se invece consideriamo genericamente i cosiddetti ‘crimini con coltello’, la varietà di reati è molto più ampia e di conseguenza anche i numeri crescono sensibilmente: rientrano in questa categoria situazioni come portare con sé un coltello o provare a comprarne uno se si ha meno di 18 anni, minacciare qualcuno con una lama, portarne in luoghi vietati, rapinare o scassinare con l’utilizzo di un coltello, oltre naturalmente alle vere e proprie aggressioni.

Tornando al confronto col passato, Statista dà i numeri, quelli della Metropolitan Police, la forza di polizia della grande Londra (tutta l’area metropolitana ad eccezione della cosiddetta City of London, il nucleo storico e finanziario, dove vivono meno di diecimila persone).

In sostanza, risulta che tra aprile 2018 e marzo 2019 (gli anni vengono calcolati in questo modo, invece che da gennaio a dicembre) i crimini con coltelli sono stati 14.840. Nei dodici mesi precedenti il dato era pressoché uguale (14.770). Il vero balzo c’era stato nel confronto con il 2016/2017, quando i reati erano duemila e cinquecento in meno 12.100).

Ancora più impressionante se si va indietro a tre anni fa, cioè a cavallo tra 2015 e 2016: i casi registrati dal Met erano stati meno di diecimila (9.740). Se però si torna a inizio anni Dieci, il dato era di nuovo sui livelli di questo ultimo biennio: oltre 14mila casi tra 2011 e 2012. Il fenomeno è quindi sì in crescita, ma soprattutto rispetto agli ultimi cinque anni; la differenza con il quinquennio precedente tende ad assottigliarsi.

Il confronto (rassicurante) con l’estero

Togliendo di mezzo i coltelli e concentrandosi soltanto sul numero di omicidi, è sicuramente vero che Londra ha vissuto un aumento di casi registrati: nel 2018 sono stati 134, quasi tre a settimana, il peggior dato degli ultimi dieci anni (erano stati 154 nel 2008).

Tornando a Trump e alle sue accuse, però, può essere utile fare un confronto tra gli omicidi registrati nella capitale inglese e quelli nelle città d’oltreoceano. Ci ha pensato Cnn: per poter paragonare città con numeri di abitanti molto diversi, il network di Atlanta ha calcolato la media sulla base di centomila abitanti (dati del 2017).

A Londra gli omicidi erano stati 1,6 ogni centomila persone; a New York quasi tre volte tanti (3,4); a Houston 11,5; a Chicago 24,1. Ogni città è un capitolo a sé, questo è certo, e si porta dietro problemi e storie differenti. Ma nessuna delle trenta città più popolose degli Stati Uniti ha un dato inferiore a quello londinese.

In Italia, per fare un paragone, Il Sole 24 Ore ha messo a disposizione un cruscotto interattivo per navigare tra i dati. I dati ci sorridono: si scopre così che a Milano (dati 2018) gli omicidi volontari sono stati 0,62 ogni centomila abitanti, e a Roma ancora meno (0,41). 



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