Trionfante alle urne, sfiduciato in Parlamento. Ora Kurz prepara la riscossa

Fatale al giovane cancelliere la rottura con l'ultradestra del Fpoe, il cui leader è stato coinvolto nello scandalo "Ibizagate". Ora l'Austria andrà a elezioni anticipate

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EMMANUEL DUNAND / AFP
 Sebastian Kurz (AFP)

È ancora una volta maggio il mese cruciale per la politica in Austria. Due anni fa è stato il leader dei popolari Sebastian Kurz a guidare la "rivolta" dentro il governo facendo cadere il socialdemocratico Christian Kern, oggi è lui, il "Kanzler Kurz" ad essere sfiduciato, grazie all'inedita saldatura tra i socialdemocratici dell'Spoe e l'ultradestra dell'Fpoe. E questo ad un solo giorno dal successo incassato alle Europee, dove i suoi popolari hanno conquistato il 34% dei consensi, staccando di 11 punti i secondo arrivati, ossia i socialdemocratici dell'Spoe.

Nondimeno, tra pochi mesi fa gli austriaci torneranno alle urne: le elezioni anticipate erano già state annunciate per settembre dal capo dello Stato, il verde Alexander van der Bellen, in seguito al cosiddetto "Ibiza-gate", ossia il video-scandalo in cui si vede Heinz-Christian Strache, leader dei nazional-populisti euroscettici dell'Fpoe nonché vicecancelliere dall'autunno 2017, promettere appalti pubblici ad presunta nipote di un'oligarca russa - tale Aljona Makarowa - in cambio di sostanziosi aiuti elettorali. 

Scoppiato il caso, Strache ha parlato alla nazione scusandosi in primis con la moglie Philippa, per poi dimettersi sia da vicecancelliere che da leader del partito. Kurz nel tentativo di voler far piena luce sulla vicenda, ha proposto (e poi ottenuto) al presidente van der Bellen il licenziamento del ministro dell'Interno Herbert Kickl, anche lui esponente di punta dell'Fpoe, con l'argomento che "non è ammissibile che indaghi su se stesso". Una mossa, però, che ha portato alle dimissioni di tutti e cinque i ministri dell'ultradestra.

A quel punto, è stato il piccolo partito Jetzt a presentare nei giorni scorsi la mozione di sfiducia nei confronti di Kurz. Mozione poi "allargata" a tutto il governo dai socialdemocratici dell'Spoe e poi anche dall'ex alleato Fpoe. Forti i toni in aula della leader socialdemocratica Pamela Rendi-Wagner che, dopo aver attaccato il cancelliere, ha anche smentito quanto affermato dallo stesso Kurz che Spoe e Fpoe starebbero formando un'alleanza. "Nessuna coalizione: questo è parlamentarismo, cioè democrazia", ha scandito Rendi-Wagner.

Una carriera da record, nel bene e nel male

È la prima volta nella storia della "seconda Repubblica" in Austria che un cancelliere viene sfiduciato. Kurz batte anche un record negativo di permanenza a capo del governo: 525 giorni contro i 580 del suo predecessore Kern. Non è il primo record di Kurz: è' stato il più giovane segretario di Stato del suo Paese, il più giovane ministro degli Esteri, e dalla fine del 2017 il più giovane cancelliere. Dopo 17 mesi al governo, la sua coalizione è andata in pezzi e lui ha incassato la sfiducia. Van Der Bellen ha indicato l'attuale vicecancelliere nonché ministro alle Finanze Hartwig Loeger come cancelliere ad interim.

Eppure, gli analisti non escludono che Kurz possa rimanere al suo posto, alla fine dei giochi. Incassato il 34% al voto Ue, punta al bis delle elezioni anticipate. La domanda è: con chi? Una rinnovata alleanza con l'Fpoe è esclusa, una Grosse Koalition con l'Spoe verrebbe punita dagli elettori. Potrebbe puntare sui liberali di Neos: lui conta di trovarli, i numeri necessari, con il voto di settembre. E forse non è un caso che i liberali non abbiano votato la mozione di sfiducia: Kurz è ancora il politico più popolare d'Austria. Lui si mostra combattivo: "Continuerò, nel nome del cambiamento".



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