I primi atti di cyber-guerra tra Iran e Usa

Account Twitter hackerati, siti istutuzionali violati. Gli attacchi e le intrusioni registrati in questi giorni 

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Hacker

Le schermaglie tra Iran e Stati Uniti s'infittiscono nel cyberspazio. Nella notte è stato hackerato il sito del dipartimento dell'Agricoltura del Texas: sulla sua homepage è comparsa l'immagine di Qassem Soleimani, il generale iraniano ucciso dagli americani in Iraq. Sotto una precisazione: "hackerato da un hacker iraniano". Il dipartimento ha poi precisato che nessun dato e' stato rubato e che il problema è stato "velocemente risolto".

In mattinata Twitter ha reso noto di avere cancellato un profilo falso attribuito al presidente dell'Iraq Barham Salih. Lo ha riportato l'irachena DMC, centro indipendente per il monitoraggio dei media digitali. "L'account falso ha pubblicato diversi tweet con cui centinaia di utenti hanno interagito, provocando confusione e polemiche, e sono stati segnalati da gruppi di media e persino citati da alcuni media iracheni" ha affermato DMC.

Sempre sulla piattaforma di microblogging ieri si è consumato il giallo dell'account ufficiale del ministro della Difesa kuwaitiano, hackerato da attori malevoli, non ancora identificati, che hanno condiviso la notizia di un imminente ritiro del contingente americano dal Paese, notizia poi smentita all'agenzia di stampa ufficiale kuwaitiana (Kuna) dallo stesso ministero, che ha denunciato la violazione del proprio profilo.

Questi hackeraggi sono arrivati poche ore dopo che la Cisa, l'agenzia americana per la sicurezza delle infrastrutture e delle reti, ha diramato l'allarme rosso a seguito delle tensioni con l'Iran. Un allarme arrivato dopo che Twitter è stato invaso da messaggi anti Trump e la compromissione di centinaia di siti web americani della Libreria federale, la piattaforma attraverso cui il governo diffonde gratis le proprie pubblicazioni. La Cisa aveva chiesto formalmente a chiunque, nel settore pubblico e privato, di aumentare l'attenzione verso qualsiasi azione possa indicare un minaccia iraniana nel cyberspazio.



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