In Grecia ora divampano le polemiche per quei morti tra le fiamme

I media puntano il dito sui tagli attuati per soddisfare l'Unione Europea. Sotto accusa anche il servizio antincendi e la protezione civile. Sono 85 le vittime accertate

In Grecia ora divampano le polemiche per quei morti tra le fiamme
Menelaos Myrillas / SOOC
 
 Un incendio a Penteli, in Grecia

In Grecia é il momento del lutto per i roghi in Attica, attorno ad Atene, ma anche delle polemiche sui tagli alla sicurezza per la lotta agli incendi. Il bilancio é salito a 85 vittime accertate, mentre continua la ricerca di dispersi nelle zone devastate e nelle abitazioni devastate dalle fiamme. Sono stati anche arrestati quattro sciacalli. Già ieri le autorità avevano ammesso di temere oltre 100 morti. Sono 11 i feriti ancora in gravi condizioni. 1.218 gli edifici distrutti dalle fiamme, circa la metà di quelli ispezionati dagli ingegneri. 

La Corte Suprema avvia un'inchiesta

Il procuratore della Corte suprema, Xeni Dimitriou, ha ordinato un'indagine che, riferisce il quotidiano Kathimerini, punterà a fare chiarezza anche sulla macchina dei soccorsi, al centro delle accuse secondo le quali l'assenza di un piano di emergenza ha aggravato le proporzioni della tragedia. Secondo l'esecutivo, ci sarebbero "prove evidenti" della natura dolosa dei roghi.

In Grecia ora divampano le polemiche per quei morti tra le fiamme
Aree colpite dall'incendio in Grecia dopo dell'emergenza (23 luglio) 

Un dito puntato contro Bruxelles

La stampa locale ricorda che solo nell'ultima manovra finanziaria, nel quadro dell'austerity imposta dall'Ue, sono stati tagliati 34 milioni di euro al sistema di protezione anti-incendi. Così come vengono anche sottolineati i gravi tagli al personale della Protezione civile, dei vigili del fuoco e della polizia. Un portavoce di Bruxelles ha precisato che gli accordi delle istituzioni Ue con la Grecia nel quadro del programma di stabilità e di sostegno, stabiliscono che siano le autorità greche a definire l'allocazione delle risorse, comprese quelle da destinare alle emergenze.

Secondo il portavoce inoltre, in Grecia "il bilancio del ministero competente della Protezione civile é rimasto stabile dopo il 2010 e le risorse destinate alla lotta contro gli incendi sono leggermente aumentate tra il 2010 e il 2018". Ancora, per l'Ue, "é rimasto stabile tra il 2011 e il 2018 il numero dei vigili del fuoco": il corpo, ha ricordato il portavoce, é stato escluso dalla riduzione del personale che ha riguardato tutto il resto della pubblica amministrazione ellenica.

Solidarietà dall'Olympiakos

Il governo greco ha approvato 20 milioni di euro di aiuti, mentre la squadra di calcio dell'Olympiakos e il suo proprietario, Evangelos Marinakis, hanno donato un milione di euro alle vittime. L'assenza di un piano di emergenza e la mancanza un meccanismo di soccorso sono all'origine della tragedia, accusano alcuni ex funzionari dei vigili, respingendo la tesi di alcuni esponenti del governo, secondo la quale si tratterebbe di un piano doloso volto a destabilizzare il Paese.

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 Un incendio in Grecia

Due ore per distruggere tutto fino al mare

Esperti descrivono l'incendio divampato lunedì come un "mega-fuoco" propagatosi in una foresta di pini particolarmente infiammabili mentre soffiavano forti venti nella zona. La combinazione dei due fattori ha portato le fiamme rapidamente fuori controllo, fino alla costa in appena un paio d'ore. Ma gli esperti dei pompieri sono convinti che la negligenza maggiore sia dovuta alla totale assenza di un piano emergenze e puntano il dito contro il servizio antincendio, l'autorità regionale dell'Attica e il segretariato generale per la protezione civile, che é responsabile del coordinamento di tutte le agenzie competenti, colti per giunta impreparati nonostante l'allerta di livello 4, il più alto, emessa nel weekend in tutta la regione dell'Attica. 

Tsipras attacca la rete Skai: "Notizie false"

 Il governo greco ha attaccato l'emittente televisiva privata Skai, dopo un reportage secondo il quale sarebbero stati rimossi i vertici dei pompieri e della polizia per la cattiva gestione degli incendi. "Notizie false minano gli sforzi di coloro che sono impegnati per ridurre le conseguenze di una catastrofe senza precedenti", si legge in un comunicato, secondo il quale "Skai ha dimostrato di rimanere fedele alla sua tradizione di provocazione". Skai, si legge nella nota diffusa da Syriza, il partito del premier Alexis Tsipras, "potrà continuare il suo lavoro di propaganda e di calunnie contro il governo, Syriza e la sinistra, ma senza la presenza di nostri rappresentanti e deputati nelle notizie dell'emittente". Skai ha da parte sua assicurato di esercitare la sua "missione giornalistica con professionalità e obiettività". "I cittadini - aggiunge la nota di replica - sanno bene chi fa il loro lavoro e chi è impegnato in una misera propaganda e le dichiarazioni del governo mostrano dove può portare l'incapacità di gestire una grave crisi".



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