La marmotta ha detto che la primavera arriverà presto. E tutti sanno che le marmotte prevedono il tempo

E' il Giorno della Marmotta che predice la fine dell'inverno. Ma una meteorologa si chiede sul Washington Post se questa cosa di dare più credito alle tradizioni che alla scienza non stia diventando pericolosa 

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JEFF SWENSEN / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP
 Il Giorno della Marmotta 2019

Due cose sono sicure come la morte in questo periodo dell'anno: le polemiche sul costo dello spot nell'intervallo del Super Bowl e il Groundhog Day. Il primo è la finale del campionato di statunitense di football americano, il secondo il 'Giorno della Marmotta', ossia la attesa previsione su quanto a lungo durerà ancora l'inverno. 

Due cose, a pensarci bene, di cui non dovrebbe importarci più di tanto, visto che la Federazione italiana Football americano conta meno di diecimila tesserati e che in Illinois fra un mese e mezzo possono magari essere ancora sepolti sotto la neve mentre a Viterbo spuntano le margherite. Ma, tant'è, sui giornali, sui siti e sulle tv italiani sentite parlare anche di questo. 

Perché sono cose che per gli americani hanno quasi assunto il paradigma dell'istituzione, come il Thanksgiving e il 4 di Luglio, solo che, a differenza di queste che sono tradizioni profondamente radicate nella giovane storia statunitense, col Giorno della Marmotta siamo nel campo della mistica per creduloni. Tanto che a un certo punto qualcuno non ne ha potuto più e ha detto basta. E se a perdere la pazienza è una scienziata con due lauree che è pure vicedirettore per il meteo del Washington Post, allora forse vale la pena starla a sentire.

Perché in effetti il punto sollevato da Angela Fritz non riguarda tanto una tradizione che data al 1887, ma la fiducia che la gente è disposta a concederle. Se ancora vi state chiedendo di cosa stiamo parlando, forse è il caso di fare un po' di chiarezza. 

Che cosa è il Groundhog Day

Se avete visto l'esilarante film del 1992 con Bill Murray e Andie MacDowell sapete già di cosa si tratta. Lo stesso se avete visto il remake italiano con Antonio Albanese del 2004 o (chissà per quale motivo) quello tedesco dello stesso anno. La storia è semplice: il 2 febbraio un gruppo di uomini di mezza età in smoking e cappello a cilindro si ritrova a Punxsutawney (no, non provateci neppure a pronunciarlo correttamente), in Pennsylvania, per tirare fuori una marmotta da una scatola e lasciarsi sussurrare nelle orecchie i segreti dell'inverno. Molto più banalmente: la tradizione dice che se la marmotta guarda la propria ombra, l'inverno sarà breve, se guarda verso il cielo limpido durerà ancora sei settimane. E' una tradizione, dicevamo, e ogni volta che Punxsutawney Phil parla (sì, hanno anche dato un nome alla marmotta) tutti i media ne danno notizia. Perché? "Perché è quello che la gente vuole" scrive la Fritz sul Washington Post.

Qualcuno si è preso la briga di contare quante volte la marmotta ci ha preso: l'85% del totale. Il che, osserva la Fritz, è abbastanza prevedibile anche senza essere una marmotta, visto che l'inverno finisce sei settimane dopo il 2 febbraio. Del resto anche noi abbiamo qualcosa di simile. Un proverbio dice: "per la Candelora de l'inverno sémo fòra". E la Candelora - giorno che la Chiesa attribuisce alla presentazione di Gesù al Tempio  - coincide col 2 febbraio,

Chi ha paura della marmotta Phil?

A leggere l'articolo della scienziata si intuisce la stessa esasperazione che si legge nello sguardo del personaggio di Bill Murray quando la sua tv lo manda a seguire per l'ennesima volta il Groundhog day. "Lo show replicato da più tempo in America, e ha solo due episodi, che conosciamo a memoria" scrive Fritz.

"All'inizio è divertente essere un meteorologo nel Giorno della Marmotta" aggiunge, almeno fino a quando non ti rendi conto che "un animale ricoperto di pelliccia e con il cervello grande come una pallina da golf non riceve in un solo giorno più credito di quanto tu, da meteorologo, ne avrai in tutta la tua vita. Ed è stato pure ospite di Oprah Winfrey".

Ma è nella chiusura dell'articolo il senso della'invettiva contro la marmotta nazionale. "Nonostante tutto" scrive Fritz, "la cosa che mi preoccupa non è che la gente si occupi della marmotta. È certamente una tradizione e tale è destinata a rimanere. Ciò che mi preoccupa è che la gente possa ascoltare la marmotta dire quando sarà l'inizio della primavera e credere che lo stia facendo davvero".

Per la cronaca: la marmotta ha detto che la primavera arriverà presto.

 



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