Kyoto vieta i selfie con le geishe

Le autorità della città giapponese vogliono mettere un freno al degrado causato da un turismo caotico

geishe selfie foto
Eurasia Press / Photononstop 
Geisha

Niente foto alle geishe, è questo il messaggio che il governo giapponese tenta, a quanto pare invano, di trasmettere ai turisti in visita a Kyoto. Il quartiere preso di mira è chiamato Gion e le autorità hanno fissato anche una multa, 10mila yen, circa 82 euro, per chiunque molesti geiko o apprendisti maiko alla ricerca del selfie perfetto.

Il degrado del turismo

È questo quello che lamentano i locali: i turisti stanno diventando un problema, stanno mettendo a repentaglio l’aria tranquilla e raffinata che ha sempre contraddistinto la città. Secondo un sondaggio in cui sono state coinvolte 300 attività commerciali della zona i turisti sporcano, fumano per strada e sono capaci anche di bloccare letteralmente il traffico della celeberrima strada Hanamikoji inseguendo un taxi che trasporta una geisha, sempre alla ricerca di una foto da pubblicare sui propri social.

Le autorità corrono ai ripari

Le autorità hanno provato ad affiggere dei cartelli nelle strade che conducono al quartiere in questione, ma pare che la cosa stia funzionando poco. Il consiglio locale ha addirittura distribuito dei segnalibri con raccomandazione scritta, in cinese e inglese, di non scattare foto o comunque disturbare l’area. Nel mese di dicembre qualsiasi turista si avvicinerà al quartiere Gion verrà raggiunto da un sms, sempre in lingua giapponese e inglese, che gli ricorda tutto ciò che è vietato fare in quell’area, soprattutto scattare foto senza permesso a geiko e maiko; sarà un test e c’è da capire se funzionerà o meno.

In realtà la situazione si prevede peggiorerà prima di migliorare: la prossima estate il Giappone verrà invaso a causa delle Olimpiadi di Tokyo, andando a rimpolpare numeri, per quanto riguarda il settore turistico, che già oggi sono in crescita stratosferica. Come scrive The Guardian, l’indebolimento dello yen, un allentamento nei requisiti per ottenere i visti e la crescente disponibilità di voli low-cost hanno creato un flusso di visitatori pari, l’anno scorso, a 31 milioni di persone, il 9% in più rispetto all’anno passato. Ma il governo vuole andare oltre e punta ai 40 milioni di turisti nel 2020 e 60 nel 2030.   



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