L'attentatore del London Bridge era stato un "prigioniero alto rischio"

Durante la sua detenzione Usman Khan era stato inserito nella categoria dei soggetti più pericolosi dopo aver minacciato una guardia carceraria

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London Bridge

Durante la sua detenzione, il terrorista dell'attacco al London Bridge di venerdì scorso, Usman Khan, era stato riclassificato a prigioniero di categoria A ad alto rischio, dopo aver minacciato un membro dello staff della sicurezza. Lo riferisce in esclusiva il Telegraph, che cita fonti penitenziarie.

Solo i detenuti più pericolosi - osserva il quotidiano - sono così classificati, un'etichetta che prevede un controllo costante e la scorta armata al momento del trasferimento dal carcere. La minaccia al membro dello staff, fanno sapere dal penitenziario, era solo l'ultimo dei tanti incidenti causati negli otto anni di detenzione che aveva scontato. Il killer dell'attentato in cui hanno perso la vita due persone (Jack Merritt, 25 anni, e Saskia Jones, 23), era stato condannato a 16 anni di carcere nel 2012 nel corso di una vasta operazione antiterrorismo che aveva portato a sgominare una cellula, legata al Al Qaeda, che progettava di far saltare in aria la Borsa di Londra.

Khan, che era stato bollato come prigioniero ad "alto rischio", era stato rilasciato a dicembre scorso in libertà vigilata dietro licenza del carcere di massima sicurezza di Woodhill. Dettagli questi, che stridono con quella narrazione del prigioniero modello che gli ha consentito di andare senza scorta a una conferenza di riabilitazione dei prigionieri a London Bridge, dove ha accoltellato le due vittime, prima di morire egli stesso sotto i colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia.

Incomprensibile, osserva il Telegraph, anche il motivo che gli ha permesso di essere rilasciato a metà della condanna. "Per la stragrande maggioranza della sua detenzione si è comportato bene - ha dichiarato al quotidiano una fonte governativa - Soprattutto verso la fine, non si è verificato più alcun problema: nessuna violenza, nessuna minaccia ". Fonti del penitenziario osservano che "la classificazione è significativa e viene utilizzata solo se ci sono implicazioni per la sicurezza".

"Non era un prigioniero modello. Mi sembra che abbia beffato il sistema, dando l'impressione di essere riformato e riabilitato ma, come una cellula dormiente, ha aspettato l'opportunità di operare per i jihadisti".

"Il sistema carcerario non ha scelta. La legge prevede che un trasgressore deve essere rilasciato a metà della sua pena detentiva". Il premier Boris Johnson si è ora impegnato a porre fine al rilascio automatico e i terroristi responsabili di reati più gravi devono affrontare una detenzione minima di 14 anni.



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