Le foto dell'esplosione a Beirut

Più di 50 i morti nella terrificante esplosione al porto di Beirut. l boato si è sentito fino a Cipro. Tra le vittime il segretario del partito falangista. Gravi danni a moltissimi edifici, compreso il palazzo presidenziale Gli ospedali, hanno riferito più fonti, sono al collasso, e diverse persone in grado di essere trasportate vengono in queste ore trasferite da Beirut verso le strutture di altre città come Tripoli

Come Hiroshima
Afp

La deflagrazione in un deposito di nitrato di sodio vicino al porto. Il boato si è sentito fino a Cipro. Tra le vittime il segretario del partito falangista. Gravi danni a moltissimi edifici, compreso il palazzo presidenziale. Il governatore della capitale libanese: "Come Hiroshima e Nagasaki".

Macerie e distruzione

Alcune persone sono rimaste intrappolate sotto le macerie di edifici circostanti abbattuti dalla deflagrazione. L'onda d'urto ha mandato in frantumi i vetri e fatto saltare le porte degli edifici per un raggio di diversi chilometri. Alcuni distretti sono rimasti senza elettricità

Feriti e intrappolati

Il boato che ha scosso l'intera capitale libanese ha lasciato "innumerevoli" feriti. Molti si sono riversati nelle strade, tanti sono stati portati in ospedali che ora rischiano il collasso. La Croce Rossa Libanese ha rivolto un appello urgente per chiedere sangue, "tutti i tipi di sangue"

Feriti e intrappolati

L'Osservatorio sismologico della Giordania ha riferito che l'esplosione avvenuta nel pomeriggio, nel porto di Beirut, ha eguagliato l'energia di un terremoto di 4.5 magnitudo sulla scala Richter. 

La nuvola di fumo nero

Un'enorme nuvola di fumo nero ha inghiottito l'intera area portuale. Sui social si moltiplicano le immagini dell'esplosione avvenuta nel periodo della peggiore crisi economica degli ultimi decenni

Shock e appelli

"Chi può se ne vada". L'appello che racconta un Paese ferito nel profondo proprio durante uno dei momenti più difficili della sua storia. Il premier libanese, Hassan Diab, ha assicurato che tutti i responsabili di "questa catastrofe" saranno "chiamati a risponderne". Ma lo shock, ora, è forte quanto la deflagrazione