I mammuth maschi erano tonti e distratti. E per noi è stata una vera fortuna

Cosa c'entra l'inettitudine dei colossali pachidermi con la felicità dei paleontologi

I mammuth maschi erano tonti e distratti. E per noi è stata una vera fortuna
Jean-Pierre Sylvestre / Biosphoto
 La ricostruzione di un mammut ritrovato in Canada

Per i ricercatori  stato uno dei dilemmi più difficili da decifrare: perché la stragrande maggioranza dei fossili di mammut lanosi scoperti in Siberia appartengono agli esemplari maschi? Ora gli esperti sembrano essere giunti a una conclusione: i giovani mammut dell'era glaciale girovagavano da soli e, meno furbi delle femmine, si mettevano più facilmente in pericolo.

Per questi animali dall'animo solitario, ribelle e parecchio distratto era facile finire in un fiume e morire trasportati dalle correnti o cadere in una palude. Scenari che hanno permesso ai fossili di resistere per migliaia di anni e arrivare ben conservati fino a noi. Quanto alle femmine, con la testa ben piazzata sulle spalle, si spostavano solo in branco, guidate dalla più anziana che conosceva bene il territorio e proteggeva il gruppo dai pericoli.

Non è che i maschi fossero completamente asociali: avevano qualche contatto o legame ma preferivano di gran lunga vivere da soli. Ed è esattamente quello che fanno oggi gli elefanti, che hanno ricreato la stessa struttura sociale dei loro lontani cugini mammut. Solo che, a forza di fare di testa propria, spesso ci rimettevano le zanne.

Senza i benefici della vita nel branco femminile, "i maschi avevano una percentuale più alta di possibilità morire intrappolati in laghi, cavità e buche", ha spiegato Love Dalen del Museo Avedese di Storia Naturale e co-autore dello studio pubblicato sulla rivista "Current Biology". Attraverso il genoma, i ricercatori sono riusciti a determinare il sesso di 98 fossili di mammut lanosi rinvenuti in Siberia. Ne è venuto fuori che il 69% apparteneva agli esemplari maschi. "Eravamo sopresi - ha dichiarato Patricia Pecnerova - perché non c'é motivo di pensare a una sorta di discriminazione sessuale nei fossili". Soprattutto perché il rapporto tra femmine e maschi alla nascita era bilanciato, sostengono gli autori.

Così, i ricercatori hanno intuito che la causa era legata al loro stile di vita. "La maggior parte dei fossili di mammut e degli altri animali vissuti nell'era glaciale non sono sopravvissuti", ha spiegato Dalen "Questi fossili rinvenuti in Siberia si sono conservati perché sono rimasti sepolti e al riparo dall'erosione causata dagli agenti atmosferici".

I mammut lanosi vagarono per oltre 140mila anni nella tundra europea e nordamericana fino a alla loro estinzione avvenuta alla fine del Pleistocene (5.000 anni fa circa), a forza di finire nelle buche ghiacciate. Erano dei grandi erbivori: il maschio raggiungeva un'altezza di 3,5 metri; la femmina era leggermente più bassa. Imponenti anche le loro zanne che superavano i 4 metri di lunghezza. Quanto al corpo, erano coperti di una folta pelliccia i cui peli erano lunghi anche un metro. E se la dabbenaggine dei maschi costò loro cara, bisogna anche dire che almeno hanno aiutato la scienza umana. Più delle femmine: più furbe. Ma di loro ai posteri è rimasto molto meno. 



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