I dati shock sulla Scozia che registra il più alto tasso di morti per droga dell’Ue

Un aumento del 27% rispetto al 2017. Principale indiziato, il metadone, un sostituto dell’eroina prescritto dai medici del sistema sanitario nazionale per aiutare gli eroinomani

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LORENZO DE SIMONE / AURIMAGES
Edimburgo

Il tasso di morti per droga della Scozia è il più alto d’Europa, superiore a quello degli Stati Uniti e tre volte quello della media britannica. Sono gli ultimi dati shock resi noti martedì dall’Archivio Nazionale di Scozia, secondo cui 1.187 persone sono morte lo scorso anno per droga. Un aumento del 27% rispetto al 2017. Principale indiziato, il metadone, un sostituto dell’eroina prescritto dai medici del sistema sanitario nazionale per aiutare gli eroinomani. La sostanza causa più vittime della droga che dovrebbe sostituire ed è responsabile della metà dei casi di morte.

Negli Stati Uniti, le ultime statistiche registrano un tasso di mortalità pari a 217 su un milione di persone; la Scozia ne conta 218 sullo stesso campione. E il totale delle vittime riportate lo scorso anno è il più alto dal 1996, anno del primo censimento, ed è circa il doppio di quello del 2008 (574). Stando ai numeri, il 72% delle vittime è rappresentato da uomini. Dopo il metadone, la principale sostanza killer è l’eroina, seguita dalla morfina e da ansiolitici come diazepam ed etizolam.

Questi “valium da strada”, riporta il Telegraph, “possono essere acquistati a un prezzo inferiore di quello di una barretta di cioccolato: al centro di Glasgow una pasticca va via per 30 centesimi. Si tratta di farmaci che spesso vengono assunti insieme agli oppiacei con conseguenze fatali. Il ministro della Salute scozzese, Joe FitzPatrick, ha definito i dati “scioccanti”, sottolineando la necessità di un nuovo approccio che permetta di salvare più vite.

E in Italia? Il nostro Paese è tra i peggiori d’Europa stando ai consumi di droghe, ma la buona notizia è che di overdose si muore molto meno rispetto al passato e rispetto alle altre nazioni europee. Secondo gli ultimi dati pubblicati lo scorso agosto dal bollettino annuale EMCDDA (Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze), il 22% degli adulti fra i 15 e i 64 anni nel 2017 ha fatto uso di una o più sostanze stupefacenti.

Ma calano i decessi: nel 1995, riporta il Sole 24 Ore, l’Italia ha registrato oltre 1200 morti in un solo anno, lo stesso numero della Germania, mentre la Francia ne ha contati 400 e l’Olanda 100. Vent’anni dopo registriamo appena 200 morti, e per questo siamo il Paese che ha maggiormente abbattuto il numero di morti per overdose rispetto a quelli considerati. Nel 2015 la Germania continuava a registrare 1100 decessi per overdose, esattamente come 20 anni fa. La Francia addirittura ha visto aumentare seppure di poco il numero di morti dal 1995, così come l’Olanda.



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