Il crollo di una diga in Brasile ha sepolto nel fango 200 persone

Sommerso un intero villaggio vicino Belo Horizonte. Si tratta della prima prova per il nuovo presidente Bolsonaro

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Un intero villaggio è stato sommerso dal fango dopo il crollo di una diga nel sud-est del Brasile, distruggendo case e lasciando almeno 200 persone disperse. Si teme un bilancio drammatico. Il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, visiterà domani l'aerea colpito, nella città di Brumadinho, vicino a Belo Horizonte.

L'Agenzia di protezione ambientale di Ibama ha stimato che il crollo ha rilasciato un milione di tonnellate di acqua e fango. Le persone che vivono nelle zone basse della città sono state evacuate. Il nuovo governo, alla sua prima grande emergenza da quando è entrato in carica con l'inizio dell'anno, ha istituito un coordinamento d'emergenza tra i ministeri di Difesa, l'Ambiente e per i Minerari per rafforzare le operazioni dello Stato di Minas Gerais.

L'accesso a Brumaldinho - 39mila abitanti - è stato reso difficile dopo che il fango ha interrotto diverse strade, ostacolando il lavoro dei tecnici che ancora non sono stati in grado di determinare la portata e la gravità del disastro. Diverse persone intrappolate nel fango sono state salvate con gli elicotteri. 

Il caso del 2015

Il presidente Bolsonaro, in un'intervista con Radio Regional FM di Brumadinho, si e' detto "profondamente addolorato" per il crollo della diga che "è forse piu' grave del previsto" perché potrebbe aver spazzato via gli operai della Vale, gigantesca compagnia mineraria brasiliana a cui la diga apparteneva e che ha confermato il crollo e ha assicurato che "la priorità assoluta è quella di proteggere la vita dei dipendenti e degli abitanti". Al momento non ha fornito ipotesi sulle cause del collasso. Le azioni della Vale sono crollate di circa il 10% circa nella Borsa di New York.

Il disastro ricorda quello della diga di Mariana, sempre nello Stato del Minas Gerais, crollata nel 2015 causando la morte di 19 persone. Nell'incidente furono liberati milioni di tonnellate di rifiuti di ferro tossici lungo centinaia di chilometri, causando quello che è considerato il peggior disastro ambientale del Paese. La società Vale operava in quella diga insieme al gruppo anglo-australiano BHP.



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