Per colpa del coronavirus Macao è costretta a chiudere i suoi casinò ​

La chiusura temporanea rappresenta un duro colpo per la regione amministrativa speciale della Cina, che deve alle tasse pagate sui proventi delle case da gioco circa l'80% delle proprie entrate

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ANTHONY WALLACE / AFP
Macao, coronavirus

Macao chiude i casinò per due settimane, rinunciando temporaneamente alla sua principale fonte di introiti per i timori di contagio da coronavirus, che oggi ha segnato il primo decesso nella vicina Hong Kong. Spesso definita la Las Vegas asiatica, Macao ha già in realtà superato la rivale del Nevada - che si estende su una superficie maggiore di quella dell'ex colonia portoghese - per i ricavi da gioco d'azzardo.

Secondo le stime del sito web specializzato casino.org, la Regione Amministrativa Speciale cinese ha meno della metà delle case da gioco di Las Vegas (49 contro più di cento), ma più del doppio dei ricavi. A fare la differenza è soprattutto la clientela: Macao attrae vip appassionati del tavolo verde, generalmente con ampia disponibilità finanziaria, mentre Las Vegas guadagna molto con le slot machine.

I ricavi annui dal gioco d'azzardo di Las Vegas si aggirano attorno agli undici miliardi di dollari, mentre quelli di Macao sono stimati sui 28 miliardi di dollari. Complessivamente circa 43 milioni di persone visitano ogni anno la città americana - il 69% delle quali entra primo o poi in un casinò - mentre Macao conta oltre trenta milioni di visitatori all'anno, i tre quarti dei quali, (il 74%) si dedica al gioco.

La chiusura temporanea delle case da gioco rappresenta un duro colpo per la regione amministrativa speciale, che deve alle tasse pagate sui proventi dei casinò circa l'80% delle proprie entrate, nonostante l'amministrazione dell'ex colonia portoghese e il governo centrale di Pechino puntino a diversificare l'economia locale.

Le attività collaterali al gioco d'azzardo, a Macao, non rappresentano una fonte di reddito paragonabile a quelle di Las Vegas, a cominciare dall'offerta turistica. Macao dispone di poco meno di 40 mila stanze d'albergo, mentre Las Vegas supera quota 148 mila sul suo territorio e ha una percentuale molto più alta del territorio semi-autonomo cinese di visitatori che pernottano nelle strutture locali: solo la metà dei visitatori di Macao tende a passare almeno una notte in albergo e la durata media di permanenza è di uno o due giorni.

Già prima dell'annuncio, però, i giocatori di Macao si erano tenuti alla larga dai casinò sui timori di contagio. A gennaio scorso, i ricavi delle sale da gioco erano diminuiti dell'11,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, a quota 2,49 miliardi di euro (22,1 miliardi di pataca) e i turisti in arrivo dalla Cina, nei primi tre giorni di festività del capodanno lunare, sono diminuiti del 66% rispetto ai livelli dello scorso anno. 



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