Il giorno dello scontro totale. Cosa succede in Catalogna 

Barcellona si dichiara indipendente (Corriere della Sera). Rajoy parla di "Atto criminale" (RaiNews) e si valuta il reato di ribellione. Intanto nella capitale catalana si festeggia (La Repubblica)

Il giorno dello scontro totale. Cosa succede in Catalogna 
 (Afp)
 Catalogna

Quasi quattro settimane dopo il referendum del primo ottobre, il Parlament ha dichiarato l'indipendenza della Catalogna: l'assemblea catalana, con voto segreto, ha approvato con 70 sì, 10 no e due astensioni la mozione presentata dai partiti indipendentisti che stabilisce di iniziare il processo costituente per proclamare l'indipendenza e la Repubblica. Il via libera alla mozione è arrivato con i soli voti dei partiti indipendentisti perché socialisti, popolari e deputati di Ciudadanos hanno lasciato l'aula per protesta.

Pochi minuti dopo, il Senato spagnolo ha approvato l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione con cui Madrid di fatto mette sotto tutela le istituzioni catalane. Un Consiglio dei ministri straordinario mettera' in atto "immediatamente" le misure previste dal dettato Costituzionale. (Corriere della Sera). La Procura generale spagnola aveva già deciso che avrebbe proceduto penalmente contro il presidente catalano, Carles Puigdemont, l'intero governo e anche i capigruppo del Parlament in caso di dichiarazione unilaterale di indipendenza. Con la decisione del Parlament catalano di accogliere e di mettere ai voti le risoluzioni presentate dai partiti indipendentisti, violando così le sentenze del Tribunale Costituzionale e le leggi spagnole, la Procura generale adesso dovrà valutare il reato di ribellione o di sedizione. (La Repubblica).

Rajoy: "Atto criminale"

La mozione sull'indipendenza unilaterale approvata dal Parlament della Catalogna "va contro la legge e suppone un atto criminale". Lo dice il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, intervenendo in Senato. "Il governo prenderà tutte le misure necessarie, questo stesso pomeriggio, per restaurare la legalità", ha ribadito. "Dico a tutti i catalani che le cose saranno fatte bene con misura e efficacia. Non siamo disposti a tollearare che ci sia gente che vuole liquidare la nostra Costituzione. Lo Stato reagirà e saremmo all'altezza delle circostanze", ha aggiunto Rajoy. (RaiNews). 

Il giorno dello scontro totale. Cosa succede in Catalogna 
  (Afp)
 Carles Puigdemont

Decine di migliaia in piazza per festeggiare l'indipendenza

Decine di migliaia di indipendentisti catalani supportano in massa la decisione del parlamento dei proclamare l'indipendenza dalla Spagna e scendono in piazza a Barcellona. La seduta del parlamento catalano e' stata seguita su due maxi schermi e la proclamazione dell'indipendenza e' stata salutata da applausi e ovazioni. C'e' stato chi ha festeggiato brindando con il Cava, uno spumante prodotto in Catalogna. (alcune immagini su La Repubblica)

"Non c'è alternativa al commisariamento"

Il governo di Madrid del resto si era già detto pronto al muro contro muro. Il premier, Mariano Rajoy, stamane in Senato ha chiesto di applicare l'articolo 155 della Costituzione per commissariare la regione autonoma. Rajoy ha ammesso che l'applicazione dell'articolo 155 della Costituzione è "eccezionale" ma ha detto che la richiede una situazione "eccezionale" quale è quella innescata dalla Catalogna. Dunque, articolo 155 della Costituzione, che di fatto 'commissarià la Catalogna, perché, a suo giudizio, "non c'è alternativa" e occorre "ricorrere alla legge per far rispettare la legge". Il premier ha anche chiesto al Senato l'autorizzazione per esautorare il 'president', accusandolo di essere l'unico responsabile dell'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione ("è lui è solo lui", ha detto di fronte al Senato), sciogliere il Parlament e convocare nuove elezioni nel giro di sei mesi al massimo (Il Secolo XIX). 

Il giorno dello scontro totale. Cosa succede in Catalogna 
  (Afp)
  Catalogna

Nel caos e nella confusione di una giornata in cui gli avvenimenti si susseguono in maniera convulsa, centinaia di manifestanti si sono riuniti dinanzi al Parlament in attesa del voto. E intanto, mentre il governo a Madrid ultima il decreto con il quale renderà effettive le misure per commissariare la Catalogna dopo il 'via liberà del Senato, al Parlament sono arrivati oltre 200 sindaci sovranisti, acclamati dai manifestanti, per appoggiare Junts pel Si' e la Cup. 

Documenti e nazionalità catalana

Nella risoluzione, è scritto che si propone di "assumere il mandato del popolo espresso nel referendum" e "dichiarare la Catalogna come Stato indipendente in forma di Repubblica". Il documento del blocco indipendentista aveva raccolto sostanzialmente la dichiarazione di indipendenza che JxSi' e la Cup avevano firmato il 10 ottobre, una dichiarazione mai entrata in vigore perchè Puigdemont l'aveva sospesa.

Nella proposta, i punti chiave parlano senza mezzi termini di promulgare "i decreti necessari per spedire alla cittadinanza catalana la documentazione di accredito della nazionalità catalana"; stabilire "il processo per l'acquisizione della nazionailtà catalana" (Il Tempo); stabilire "un trattato di doppia nazionalità con il governo della Spagna", dettare le disposizioni necessarie per l'adattamento, la modifica e l'applicazione del diritto locale, autonomico e statale; promuovere davanti a tutti gli Stati e le istituzioni il riconoscimento della Repubblica catalana; definire i nuovi trattati internazionali. 



Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it