I Boyscout hanno deciso di cambiare nome. Saranno solo “Scout”

La famosa associazione americana ha deciso di togliere il riferimento ai ragazzi nel nome, come conseguenza dell’apertura alle bambine e ragazze 

I Boyscout hanno deciso di cambiare nome. Saranno solo “Scout”
TOM PENNINGTON / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP 
 Il dettaglio di una uniforme dei Boyscout

I Boyscout d’America si rifanno il look e diventano solo “Scout”. La famosa associazione americana ha deciso di togliere il riferimento ai ragazzi nel nome, come conseguenza dell’apertura alle bambine e ragazze annunciata lo scorso ottobre. Ma la notizia non ha impressionato l’organizzazione Girl Scout, sicura di rimanere “la prima scelta per le ragazze”. “Abbiamo discusso a lungo, anche con proposte divertenti sul nuovo nome — ha spiegato il numero uno dell’associazione, Mike Surbaugh —. Cercavamo qualcosa che evocasse il passato, ma che desse anche idea dei nostri nuovi programmi inclusivi”.

L’apertura per contenere l’emorragia

Entrambe le associazioni continuano a registrare un calo annuale delle adesioni. I Boy Scouts sostengono che attualmente sono 2 milioni e 300 mila i giovani tra i 7 e i 21 anni iscritti all’associazione nata nel 1910 a Chicago sulle orme dei giovani esploratori britannici di Robert Baden-Powell. A questi va aggiunto circa un milione di volontari negli Usa. Nel 2016 gli iscritti erano 2,6 milioni e oltre 4 negli anni di massima espansione. circa 1,8 milioni di bambine e ragazze, invece, si sono riunite nell’associazione autonoma e indipendente “Girls Scouts of the Usa”. Per frenare l’emorragia alla fine di ottobre i Boy Scout hanno annunciato la volontà di aprire le porte alle ragazze, dopo oltre un secolo dalla sua fondazione. Le scout indosseranno la divisa già quest’anno accedendo da subito al club dei Lupetti, con la possibilità di passare poi al rango più alto di Aquila. Dal 2019, inoltre, partirà un programma a loro dedicato.

Un aiuto per i genitori

La rivoluzione era stata annunciata dalla direzione dell’associazione in un comunicato stampa in cui si sottolineava che “i valori fondanti come il coraggio, la lealtà, la gentilezza e la propensione ad aiutare gli altri accomunano sia i ragazzi e che le ragazze”. La decisione era arrivata dopo anni di richieste da parte delle bambine (e delle loro famiglie) di poter entrare a far parte del programma.

“Riteniamo che sia fondamentale evolverci in modo da andare incontro alle necessità dei ragazzi e dei genitori”. Lo scopo è sempre quello: “Aiutare le nuove generazioni a sviluppare personalità e carattere e aiutarli a diventare i prossimi leader”, si legge nella nota. Ma c’è anche un aspetto più pratico: l’associazione vuole andare in aiuto dei genitori lavoratori offendo una valida e più economica alternativa per il tempo libero dei loro figli. Nel luglio del 2015 l’associazione aveva annunciato l’ammissione dei capi scout gay. 

Lo scoutismo in Italia e nel mondo

Lo scautismo, o scoutismo, è, come dichiarato nel 1924 dalla Conferenza Internazionale dello Scautismo di Copenhagen, un movimento di carattere nazionale, internazionale e universale che ha come fine ultimo la formazione fisica, morale e spirituale della gioventù mondiale. Nato nel 1907 da un'idea del tenente generale inglese Robert Baden-Powell (chiamato affettuosamente B.-P. dagli scout di tutto il mondo), questo metodo educativo è fondato sul volontariato e sull'"imparare facendo" attraverso attività all'aria aperta e in piccoli gruppi.

Oggi lo scautismo conta in totale più di quaranta milioni di iscritti ed è uno dei più grandi movimenti al mondo di educazione non formale. Le più grandi organizzazioni scout a livello mondiale sono l'Associazione mondiale guide ed esploratrici (WAGGGS o AMGE), e l'Organizzazione mondiale del movimento scout (WOSM o OMMS), alle quali sono affiliate la maggior parte delle associazioni in tutto il mondo, e alle quali è preposta l'organizzazione dei vari Jamboree mondiali dello scautismo, che si svolgono ogni quattro anni.

Quanto all’Italia, lo scoutismo è presente con circa 40 differenti associazioni e federazioni (contando anche quelle non più esistenti si supera il centinaio) con circa 220.000 scout e guide. Tra i maggiori movimenti ci sono quelli dell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI) e del Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani (CNGEI). La prima associazione scout in Italia a diffusione nazionale e riconosciuta nacque nel 1912 per opera del dottor Carlo Colombo. Nel gennaio del 1912, Colombo terminò di scrivere lo statuto del suo movimento, diviso in due sezioni, maschile e femminile, che chiamò rispettivamente “Corpo dei giovani esploratori” e “Unione delle giovinette esploratrici”, con lo scopo d'essere strumento educativo per tutti i ragazzi e le ragazze italiane.



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