In discorso di insediamento di Boris Johnson a Downing Street

Boris Johnson discorso insediamento
Tolga AKMEN / AFP
 Boris Johnson

Boris Johnson ha preso le redini del governo britannico con la promessa che il 31 ottobre il Regno Unito uscirà dall'Ue "senza se e senza ma", ha avvertito che la Brexit potrà avvenire senza accordo con Bruxelles, ma ha invitato a vivere l'uscita dall'Ue non come un rischio ma come un'opportunità di aprirsi a nuovi orizzonti.

Nel discorso di insediamento, durato una decina di minuti, l'ex ministro degli Esteri ha fatto appello all'orgoglio nazionale da recuperare. Di seguito il discorso integrale

"Sono appena stato da Sua Maestà la Regina che mi ha invitato a formare un governo e ho accettato. Rendo omaggio alla forza e alla pazienza del mio predecessore, al suo profondo senso del pubblico servizio. Ma nonostante tutti i suoi sforzi è diventato chiaro che ci sono pessimisti nel Paese e all'estero che pensano che, dopo tre anni di indecisione, questo Paese sia diventato prigioniero dei vecchi argomenti del 2016 e che questo Paese, che è la patria della democrazia, sia incapace di onorare il mandato democratico di base. E dunque sono qui per dire a voi tutti, al popolo britannico, che chi critica è nell'errore. Gli scettici, i pessimisti, i menagrami sbaglieranno di nuovo. La gente che scommette contro la Gran Bretagna perderà perché noi restituiremo fiducia nella nostra democrazia e rispetteremo le ripetute promesse del Parlamento di uscire dall'Ue il 31 ottobre senza se e senza ma. E faremo un nuovo accordo, un accordo migliore che massimizzerà le opportunità della Brexit permettendoci nel contempo di sviluppare un nuovo e promettente parternariato con il resto dell'Europa basato sul libero scambio e sul sostegno reciproco.

Ho la certezza che tra 99 giorni ce l'avremo fatta. E sapete una cosa? Non aspetteremo 99 giorni perché il popolo britannico ha già aspettato abbastanza. E' arrivato il momento di prendere decisioni, di agire, di avere una leadership forte e di cambiare in meglio il nostro Paese. Nel momento in cui la Regina mi ha onorato con questo straordinario incarico, il mio lavoro è servirvi, voi il popolo, perché se c'è una cosa che noi politici dobbiamo ricordare è che il popolo è la nostra guida. Il mio compito è rendere le strade più sicure e cominceremo con altri 20 mila agenti sulle strade e presto cominceremo ad assumerli.

Il mio lavoro è fare in modo che non dovrete aspettare tre settimane per vedere il vostro medico di famiglia e cominciamo a lavorare già questa settimana con 20 nuovi miglioramenti ospedalieri e assicurando che i soldi per il Servizio sanitario nazionale siano davvero in prima linea.

Il mio lavoro è proteggere te, i tuoi genitori o i nonni dalla paura di dover vendere la vostra casa per pagare i costi delle cure e quindi sto annunciando ora - sui gradini di Downing Street - che risolveremo la crisi sociale e una volta per tutte avremo un piano chiaro per dare a ogni persona anziana la dignità e la sicurezza che merita".

"Il mio lavoro è fare in modo che i vostri figli abbiano una straordinaria istruzione, dovunque siano nel Paese ed è questo il motivo per cui abbiamo già annunciato che aumenteremo i finanziamenti pro capite nelle scuole primarie e secondarie.

Questo è il lavoro che inizierà immediatamente dietro quella porta nera. E anche se oggi sto mettendo a punto una grande squadra di uomini e donne, mi prenderò la responsabilità personale del cambiamento che voglio vedere. Non mi importa del backstop, la responsabilità è solo mia. E vi dirò anche altro sul mio lavoro. Il primo ministro deve essere di tutto il Regno Unito e questo significa unire il nostro Paese, rispondere finalmente alla richiesta delle persone dimenticate e delle città abbandonate, rinnovando fisicamente e letteralmente i legami che ci uniscono, in modo che con strade più sicure e una migliore istruzione e nuove efficienti infrastrutture stradali e ferroviarie e la banda larga aumentiamo il livello di tutta la Gran Bretagna con salari più alti, e un salario più elevato e una maggiore produttività, e colmiamo il divario di opportunità, dando a milioni di giovani la possibilità di possedere le proprie case, dando alle imprese la fiducia necessaria per investire in tutto il Regno Unito.

Perché è il momento di liberare il potere produttivo non solo di Londra e del sud-est, ma di ogni angolo di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord; il fantastico quartetto che si incarna in quella bandiera bianca e blu rossa, che insieme sono molto più che la somma delle parti, e il cui brand è ammirato e persino amato in tutto il mondo: per la nostra inventiva, il nostro 'humor', le nostre università, i nostri scienziati, le nostre forze armate, la nostra diplomazia; per le uguaglianze su cui ci fondiamo (che si tratti di razza o genere o Lgbt o del diritto di ogni ragazza al mondo a 12 anni di avere istruzione di qualità) e per i valori per cui ci battiamo in tutto il mondo.

Tutti conoscono i valori che la bandiera rappresenta: libertà, libertà di espressione, 'habeas corpus', stato di diritto e soprattutto sostegno alla democrazia. E questo è quello che uscirà dall'Ue il 31 ottobre perché alla fine la Brexit è stata una decisione fondamentale dei britannici, che vogliono le loro leggi fatte da gente che pu eleggere e che possono cacciare dal governo. E ora noi dobbiamo rispettare quella decisione e creare una nuova partnership con gi amici europei, nel modo più caloroso, il più vicino e il più intenso possibile".

"Il primo passo è ripetere inequivocabilmente la nostra garanzia ai 3,2 milioni di cittadini europei che vivono e lavorano tra di noi ai quali dico direttamente: grazie per il vostro contributo alla nostra società, grazie per la vostra pazienza e posso assicurarvi che sotto questo governo otterrete la certezza assoluta del diritto di vivere e rimanere. E poi dico ai nostri amici in Irlanda, a Bruxelles e in tutta l'Ue: sono convinto che possiamo fare un accordo senza controlli al confine irlandese, perché rifiutiamo in assoluto di avere tali controlli, senza quell'antidemocratico backstop. E allo stesso tempo e' vitale che ci prepariamo per la remota possibilità che Bruxelles rifiuti un ulteriore negoziato e che siamo costretti a uscire con un 'no deal' non perché vogliamo quel tipo di uscita, ovviamente no, ma perchè è di buon senso prepararsi.

E lasciatemi sottolineare che c'è una ragione vitale per cui questi preparativi sono importanti: ed è perché in qualsiasi circostanza avremo bisogno di essere pronti, in un qualche momento, nel prossimo futuro, ad uscire dall'unione doganale dell'Ue per trarre vantaggio dalla Brexit perché questa e' la strada su cui il Paese si è avviato con i cuori alti e la fiducia crescente. E ora noi accelereremo il lavoro per essere pronti. E i porti saranno pronti e le banche saranno pronte e le fabbriche saranno pronte e le aziende saranno pronte e gli ospedali saranno pronti e il nostro straordinario settore alimentare e agricolo saranno pronti e non vedranno l'ora di continuare a vendere sempre di più, non solo qui ma in tutto il mondo.

E non dimentichiamo che in caso di 'no deal', avremo l'incentivo di 39 miliardi di sterline risparmiate e qualunque sia l'accordo, prepareremo quest'autunno un pacchetto di misure economiche per rafforzare le aziende e aumentare il vantaggio di questo Paese nell'essere il numero uno tra le destinazioni in questo continente per gli investimenti stranieri.

E a tutti quelli che continuano a profetizzare disastri, io dico sì, ci saranno difficoltà, ma ritengo che con questa energia e con questo impegno (le difficoltà) saranno molto meno serie di quanto alcuni pensano. Perché, se c'è una cosa che ha affondato la fiducia degli investitori negli ultimi 3 anni, non sono state le decisioni che abbiamo preso, ma il nostro rifiuto di prendere decisioni.

A quanti sostengono che non possiamo essere pronti, dico di non sottovalutare questo Paese: non sottovalutare la nostra capacità organizzativa e la nostra determinazione perché conosciamo gli enormi punti di forza di questa economia nelle scienze della vita, nella tecnologia, nel mondo accademico, nella musica, nelle arti, nella cultura, nei servizi finanziari. E mentre ci prepariamo per un futuro post-Brexit, è tempo di non guardare più ai rischi ma alle opportunità che ci attendono".

"Quindi iniziamo ora a lavorare per creare porti liberi che guideranno la crescita e creeranno migliaia di posti di lavoro altamente qualificati nelle aree abbandonate; iniziamo ora a liberare lo straordinario settore delle bioscienze del Regno Unito dalle regole di modifica anti-genetiche e cominciamo a sviluppare colture resistenti alle malattie e che nutriranno il mondo. Cambiamo le regole fiscali in maniera da fornire incentivi per investire in capitale e ricerca e promuoviamo il benessere degli animali, che è sempre stato così vicino al cuore del popolo britannico, e sì, iniziamo ora con accordi di libero scambio perché è il libero scambio che ha fatto più di ogni altra cosa per tirare fuori dalla povertà milioni di persone.

Tutto questo e ancora di più possiamo fare ora e solo ora, in questo straordinario momento della nostra storia e dopo tre anni di infondati dubbi: è arrivato il momento di cambiare registro, di recuperare il nostro naturale e storico ruolo, un ruolo davvero globale, che guarda avanti, intraprendente, generoso nel temperamento e impegnato nel mondo. Nessuno negli ultimi secoli e' riuscito a vincere scommettendo contro il coraggio, il fegato e l'ambizione di questo Paese. E non vincerà oggi. Noi, in questo governo, lavoreremo ventre a terra per dare a questo Paese la leadership che merita. Il lavoro inizia ora. Grazie mille". 



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