Il dramma del bimbo caduto in un pozzo a Malaga

Il piccolo, di 2 anni appena, è caduto domenica in un pozzo lungo 110 metri, di 25 centimetri di diametro, a Totala'n, nella periferia di Malaga, nel sud del Paese. È corsa contro il tempo per salvarlo 

Il dramma del bimbo caduto in un pozzo a Malaga 

È corsa contro il tempo per salvare un bimbo caduto in un pozzo per la ricerca di acqua in Spagna. Il piccolo, di 2 anni appena, è caduto domenica in un pozzo lungo 110 metri, di 25 centimetri di diametro, a Totala'n, nella periferia di Malaga, nel sud del Paese. Oltre cento uomini, tra tecnici specializzati e pompieri, sono al lavoro in un disperato tentativo di recuperarlo. Resta fondamentale capire, attraverso una telecamera che i tecnici stanno cercando di fare raggiungere, le sue condizioni di salute.

È un incidente che tiene tutta la Spagna con il fiato sospeso e ricorda molto il caso accaduto nel 1981 a Vermicino, quando il piccolo Alfredino Rampi cadde in un pozzo e a nulla valsero gli sforzi, andati avanti per tre giorni, per cercare di riportarlo in superficie. Anche il premier, Pedro Sanchez, segue da Madrid la delicata operazione di recupero. Su Twitter ha dichiarato di condividere "l'angoscia della famiglia del bambino" e ha chiesto di avere "la speranza" che la vicenda si concluda "con il miglior esito".

"La prima cosa è vedere quanto è profondo il pozzo e capire se il bimbo sia vivo o no", ha spiegato Aitor Soler, capo dell'Unità speciale di emergenza e di risposta immediata della Comunità di Madrid (Ericam), con esperienza in soccorso in grotte e nei terremoti. La videocamera permette di conoscere la temperatura e il movimento, oltre a fornire un collegamento immediato del bambino con l'esterno.

 

La principale difficoltà del salvataggio è il diametro del pozzo (25 centimetri) seguita poi dalla profondità. Una delle opzioni - che le squadre di soccorso hanno messo in moto - è la realizzazione di un tunnel parallelo, che consiste nel "fare un buco molto più grande per lavorare in modo confortevole, abbastanza lontano da far sì che le vibrazioni non influiscano sul primo pozzo e non causino distacco di pietre che potrebbero ferire il bimbo", ha aggiunto Soler che ha sottolineato, allo stesso modo, l'importanza di "rinforzare" le pareti del pozzo dove è intrappolato il piccolo con pannelli laterali.

La costruzione di un ampio tunnel parallelo, che potrebbe richiedere due giorni, consentirebbe la discesa di un soccorritore che potrebbe fare un buco per raggiungere il pozzo iniziale e quindi il bambo. Una volta localizzato il bambino, la cosa fondamentale è di idratarlo, con un piccolo tubo. 



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