L'attivista curda Khalaf è stata giustiziata dalle milizie filo-turche

I militari pubblicano il video dell'esecuzione sui social. Le immagini sono considerate autentiche. Khalaf era la segretaria generale del partito curdo Fsp (partito del futuro siriano): si è trattato di una vera e propria imboscata

attivista curda khalaf 

Tra i civili uccisi a sangue freddo dai miliziani filo-turchi anche un'esponente politica curda nota per le sue lotte a favore dei diritti delle donne. I civili sono stati uccisi nella giornata di sabato a colpi di arma da fuoco su un'autostrada dopo essere stati prelevati dalle loro auto da milizie sostenute dalla Turchia che avevano attraversato il confine. "I nove civili sono stati giustiziati in diversi momenti a sud della città di Tel Abyad", ha affermato l'Osservatorio siriano per i diritti umani. E quanto affermano fonti curde, tra le vittime ci sono anche la politica curda Hevrin Khalaf e il suo autista.

Khalaf era la segretaria generale del partito curdo Fsp (partito del futuro siriano): si è trattato di una vera e propria imboscata, a quanto afferma l'Osservatorio siriano per i diritti umani, citato dal quotidiano britannico The Guardian.

Una massacro che è stato filmato con i telefoni cellulari dagli stessi miliziani. Nelle immagini si sentono i miliziani gridare insulti mentre fanno fuoco. A detta di funzionari Usa, afferma il quotidiano britannico The Guardian, il filmato sarebbe autentico. Le forze democratiche siriane a guida curda (Sdf) puntano l'indice contro la Turchia per l'assassinio di Khalaf: "Questo fatto dimostra che in quest'invasione delle forze turche non si fa nessuna differenza tra soldati, civili e politici".

Mentre dalla Turchia non vi sono per ora conferme ufficiali, a quanto afferma il giornale filogovernativo conservatore Yeni Safak, citando fonti sul posto, che Hevrin Khalaf e' stata messa "fuori combattimento" nel corso di un'operazione militare, per la precisione un raid effettuato in base a informazioni fornite dall'intelligence. "E' una perdita molto grave", ha detto Mutlu Civiroglu, un esperto di politica curda citato dal Guardian. "Aveva un grande talento per quel che riguarda la diplomazia, partecipava sempre a riunioni con gli americani, i francesi, in generale le delegazioni straniere". 



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