Gli Usa hanno deciso di difendersi meglio dagli attacchi informatici russi

Inaugurata dai servizi americani della National Intelligence Agency una nuova unità speciale incaricata di proteggere gli Stati Uniti dagli attacchi informatici provenienti da Mosca. Obiettivo: difendersi dalle elezioni di medio termine

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È stata inaugurata dai servizi americani della National Intelligence Agency una nuova unità speciale incaricata di proteggere gli Stati Uniti dagli attacchi informatici provenienti da Mosca. Con la prua verso le elezioni di medio termine che si svolgeranno a novembre di quest’anno, l’intelligence americana non vuole ripetere gli errori delle presidenziali del 2016, segnate dall’azione di anonimi hacker - poi ricollegati ai servizi segreti russi -, che avevano ottenuto e reso pubblici documenti imbarazzanti per la candidata democratica Hillary Clinton. Così nasce il “Russia Small Group” (in inglese, piccolo gruppo russia), team specializzato in minacce informatiche, annunciato dal generale del Commando Cyber statunitense Paul Nakasone, come riportato da Bloomberg.

“La Russia ha grandi capacità sulle quali saremo sicuramente chiamati a misurarci”, ha detto sabato Nakasone durante il Forum sulla Sicurezza di Aspen. Nello stesso evento uno dei dirigenti della Microsoft aveva rivelato che l’azienda ha individuato dei tentativi di phishing - trappole tese via mail per spingere la persona attaccata ad accedere a siti che contengono malware o a inviare informazioni personali - ai danni di tre “persone note che corrono per la rielezione”. Stessa modalità utilizzata già nel 2016 per accedere ai sistemi del Partito Democratico statunitense. 

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“Ho messo in piedi un gruppo sulla Russia, il Russia Small Group, in linea con quello che l’intelligence sta facendo dal post-2016”, ha spiegato Nakasone. Il generale, che da maggio ricopre il doppio incarico di comandante cyber degli Stati Uniti e di direttore della National Intelligence Agency, ha identificato durante il forum di Aspen Cina e Russia come “gli avversari su cui dobbiamo concentrarci dall’inizio e per il futuro”, e continua: “Se decidiamo di stare da parte, di non portare la potenza della nostra nazione contro i nostri nemici nel cyber spazio - e si tratta di molto di più di questo -, corriamo il rischio che siano loro a definire quale sarà il loro potere in questo ambito”.

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“Sottraggono proprietà intellettuale e Pii (Personally identifiable information, in inglese informazioni utili all’identificazione), o informazioni sul personale e causano discordia dentro la nostra società e tentano di minacciare le nostre elezioni. Tutto questo senza che si arrivi ad un vero e proprio stato di guerra”, ha spiegato Nakasone, chiarendo che nell’eventualità di un attacco alle infrastrutture critiche del Paese, il livello di rischio si alzerebbe sopra la soglia della guerra.

 

Soglia stabilita prima di tutto dalle linee guida decise a gennaio del 2017 dal capo della Sicurezza Nazionale designato dall’ex presidente Barack Obama, Jeh Johnson. In uno dei suoi ultimi atti da responsabile in carica, Johnson aveva designato quali “infrastrutture critiche” i sistemi di voto elettronico, gli archivi di voto degli elettori e i seggi elettorali. Infrastrutture equiparate a quelle di ambito economico ed energetico.

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L’annuncio di Nakasone arriva a una settimana da quando il procuratore speciale Robert Mueller aveva iscritto nel registro degli indagati dodici agenti russi del Gru (Direttorato principale per l’informazione) con l’accusa di aver tentato di attaccare oltre trecento persone legate alla campagna elettorale di Hillary Clinton. Tra queste, membri del comitato elettorale, del Comitato Nazionale Democratico e del Comitato per la campagna al Congresso statunitense, alle quali sono state sottratte password e informazioni personali. Proprio attraverso quest’ultimo organismo, secondo il Dipartimento di giustizia, gli attaccanti sarebbero riusciti ad accedere alla rete informatica del Comitato Nazionale Democratico, organo di governo del partito.



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