Ma Anonymous ha davvero hackerato il principale sito neonazista Usa? 

'The Daily Stormer' nel mirino? Perché potrebbe essere una messinscena

Ma Anonymous ha davvero hackerato il principale sito neonazista Usa? 

Le notizie presenti nei colonnini si possono ancora leggere, compreso il titolo dedicato a Heather Heyer. La donna, uccisa da un'auto schiantatasi contro i manifestanti che contestavano il raduno dei suprematisti bianchi di Charlottesville​, viene definita "una grassa puttana trentaduenne senza figli". Come non mancano le consuete categorie, da "Guerra razziale" a "Problema giudaico". Nello spazio dedicato alla notizia di apertura di quello che è forse il blog neonazista più seguito del mondo svetta però la maschera di Guy Fawkes e un titolo, in lettere maiuscole: "Basta odio. Anonymous ha preso il controllo di 'The Daily Stormer'". A meno che, come appare probabile, non sia una burla di Andrew Anglin, fondatore di 'The Daily Stormer', tre milioni di visitatori al mese, tra chi è pronto a imbracciare il fucile per fermare il "white genocide" e chi lo fa per i meme.

"Ancora 24 ore online, poi lo chiuderemo per sempre"

"Questo sito è ora sotto il controllo di Anonymous", recita il post, "abbiamo preso questo sito nel nome di Heather Heyer, una vittima del terrorismo dei suprematisti bianchi. Per troppo tempo The Daily Stormer e Andrew Anglin hanno vomitato il loro putrido odio su questo sito. Non accadrà più. Abbiamo tutti i dettagli dei server e pubblicheremo i dati quando lo riterremo opportuno. Abbiamo anche raccolto dati sulla localizzazione di Anglin stesso e stiamo mandando i nostri alleati a Lagos a visitarlo di persona. A questo male non può essere consentito di resistere".

Anche il profilo Twitter del sito risulterebbe hackerato.

"C'è voluto un contingente unito di hacker di elite di tutto il mondo per penetrare nei sistemi e nel firewall. Abbiamo avuto The Daily Stormer tra i nostri siti per mesi", prosegue Anonymous, "i fatti di Charlottesville ci hanno messo in guardia sulla necessità di agire subito. Vogliamo che voi nazi lo sappiate: il vostro tempo sta scadendo. Consentiremo al sito di restare online per 24 ore cosicché il mondo possa essere testimone dell'odio. Dopodiché lo chiuderemo. Per sempre. Gli hacker del mondo si sono uniti in difesa del popolo ebraico. Ve lo sareste dovuto aspettare".​

Il cuore nero dell'alt-right

Gli anonimi hacker non hanno scelto il loro obiettivo a caso. Il blog gestito da Andrew Anglin non è un sito come gli altri. Non si limita a riprendere da Breitbart notizie di cronaca nera che coinvolgono neri o musulmani, a gridare al "genocidio dei bianchi" o ad accusare di ogni nefandezza il sempiterno complotto demo-pluto-giudaico. O meglio, fa anche questo ma con uno stile personale e modernissimo, che ne ha decretato il successo tra suprematisti bianchi, nostalgici del Ku Klux Klan e troll puri e semplici.

Ma Anonymous ha davvero hackerato il principale sito neonazista Usa? 
 Le "vacanze romane" di Andrew Anglin, fondatore di 'The Daily Stormer'

Da 'Pepe la rana' al culto di Trump

Il ricorso al 'trolling' più spietato contro figure ritenute avverse, il forte utilizzo di meme e slogan buoni per un hashtag (compreso il 'remove kebab' caro ai fautori del genocidio bosniaco) e i toni provocatori e sarcastici hanno reso 'The Daily Stormer' molto di più di un semplice ritrovo per fanatici, quale può essere un forum come Stormfront. Il sito di Anglin è la cinghia di trasmissione tra le board /pol/ di 4chan e 8chan, vero brodo di coltura della cosiddetta alt-right, e canali telematici più tradizionali, inclusi portali "amici" come The Right Stuff.    

È 'The Daily Stormer' che ha reso l'innocuo meme 'Pepe la rana' un feticcio internazionale per gli estremisti di destra. È 'The Daily Stormer' che ha codificato il termine "alt-right", facendosi ideale portabandiera di un microcosmo sfuggente dove convivono personaggi come David Dukes e minorenni che passano le giornate su internet a condividere meme sui lager nazisti, magari senza nemmeno prenderli sul serio (potrà apparire un'osservazione banale ma è il gusto della trasgressione che ha spinto tanti ragazzini nell'orbita della alt-right). Ed è The Daily Stormer che ha fatto diventare Donald Trump, durante la campagna elettorale, il "dio imperatore" che avrebbe vendicato la razza bianca e fatto giustizia dei perfidi ebrei cospiratori, speranze finora rimaste alquanto deluse. 

Ma Anonymous ha davvero hackerato il principale sito neonazista Usa? 
 Donald Trump nei panni di 'Pepe la rana'

"We memed Trump in the White House!" scriveva Anglin estasiato il giorno dopo le elezioni presidenziali. Che i troll della alt-right abbiano avuto un ruolo nel successo del magnate alle urne lo sostengono in molti e 'The Daily Stormer' non ha mai rifiutato di attribuirsi tale merito. 

Perché molto probabilmente è messa in scena

Ciò ammesso che sia andata davvero così. Con il passare delle ore è infatti apparso sempre più probabile che si tratti di una messinscena architettata dallo stesso Anglin. A suggerirlo è uno dei profili Twitter legati ad Anonymous. Per quanto la natura inafferrabile della comunità di hacker renda possibile qualsiasi scenario, questi 'cinguettii' sono quasi una smentita ufficiale.

A quanto scrivono numerosi utenti Twitter, entro 24 ore 'The Daily Stormer' rischia sì di non essere più visibile ma perché la società di hosting GoDaddy non intende più rinnovargli il contratto, in scadenza oggi. Da qui l'idea di inventare l'hackeraggio di Anonymous per scherzare sull'imminente blackout. Del resto Anglin non è solo uno dei principali portabandiera del neonazismo online, è anche uno dei più formidabili troll del web statunitense.

L'articolo è stato modificato nel titolo e in alcune sue parti quando in rete sono cominciate a circolare i primi dubbi e le prime smentite, a cominciare da Anonymous. 

 



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