Apple e Youtube hanno rimosso tutti i contenuti del re dei complottisti Alex Jones

Nel corso degli anni Jones ha promosso, nel nome della controinformazione, varie teorie di controinformazione, dall’attacco alle Torri Gemelli fino alla strage alla scuola elementare Sandy Hook o al Pizzagate. A luglio già Facebook ne aveva oscurato le pagine 

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Apple ha rimosso da iTunes e dalla sua app Podcast alcuni programmi prodotti dal sito di destra Infowars e dal conduttore radiofonico americano Alex Jones, noto anche per le sue posizioni complottiste. A riferirlo per primo è stato Buzzfeed, a cui Apple ha confermato la rimozione dei podcast per violazione delle sue linee guida sui discorsi d’odio (hate speech). Cinque dei sei podcast creati dal sito Infowars non saranno più disponibili né per il download, né per lo streaming, incluso il podcast giornaliero di Alex Jones. A ruota sono arrivate le decisioni di Youtube, che ha bannato tutti i video del conduttore, e di Facebook che già lo scorso luglio ne ha oscurato le pagine. 

Nel corso degli anni Jones ha promosso, nel nome della controinformazione, varie teorie complottiste, dall’attacco alle Torri Gemelli fino alla strage alla scuola elementare Sandy Hook o al Pizzagate. Proprio per la vicenda del massacro di studenti della Sandy Hook, Jones, che ha sostenuto fosse tutta una montatura, è stato querelato dai genitori delle vittime. Per il Southern Poverty Law Center, noprofit che difende i diritti civili e monitora i casi di hate speech, Jones sarebbe “il più prolifico complottista dell’America contemporanea”.


La decisione di Apple, Facebook e Youtube è probabilmente la più drastica presa finora, ma non l’unica. Già YouTube aveva deciso una messa al bando di 90 giorni del canale di Jones per “discorsi d’odio”, mentre Facebook a fine luglio aveva momentaneamente sospeso la sua pagina. Anche se in entrambi i casi l’uomo aveva trovato il modo di aggirare i divieti. Anche il servizio di streaming musicale Spotify aveva iniziato a rimuovere alcuni suoi podcast, ma erano episodi specifici. Ora Apple, che è la maggiore piattaforma di podcast, ha deciso di prendere un provvedimento più radicale.



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