DI Geminello Alvi
Ancona, 27 gen. - La fine della politica del figlio unico, modificherà la struttura dell’economia cinese generando nel lungo periodo una riduzione del tasso di risparmio e favorendo la riconversione dall’esportazioni ai consumi di quella economia. Il confronto tra le famiglie che negli anni trascorsi avevano due gemelli e quelli che avevano solo bambino giustifica la correlazione tra l’aumento dei consumi e la nuova politica dei due figli. Le famiglie urbane con due figli risparmiavano il 12,8% del loro redditi in media nel 2009, rispetto ad un risparmio del 21,3% delle famiglie con un figlio unico. Aumenterà com’è ovvio inoltre ogni genere di beni di consumo per i giovani, dai telefonini ai libri ai giocattoli ma an che la domanda di immobili e le assicurazioni sulla vita, e naturalmente le spese in istruzione. Nel 2009 del resto le famiglie con figlio unico in Cina spendevano una media dello 10,6% del reddito totale per l'istruzione, mentre una famiglia con due gemelli spendeva il 17,3%. Ecco perché il cambiamento da solo potrebbe far diminuire di un terzo il tasso di risparmio nei prossimi anni secondo vari demografi ed economisti.
Potrebbe, è pure vero ridursi anche la qualità dell’istruzione senza investimenti statali sufficienti.Tuttavia un simile esito sarebbe nel lungo periodo almeno improbabile.
Quanto impressiona del resto è la radicalità dell’inversione demografica che attende forse nei prossimi anni la Cina, che da un 51% di popolazione inferiore ai 20 anni del 1970 è caduta al 27% del 2010, col risultato di far salire l’età media a 35 anni. Perciò nei prossimi anni ad ogni membro delle generazioni del figlio unico toccherà comunque di mantenere due anziani, e per giunta pure i due figli che potranno poi nascergli. L’onere insomma si complicherà almeno finché il sistema demografico non sia riequilibrato dalla politica dei due figli. E il tutto sempre che alla lunga i cinesi scelgano davvero di tornare a fare più d’un figlio.
27 GENNAIO 2016
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