Pechino, 12 feb. - "Nonostante Abe abbia negato le verita' e leprove storiche, il Giappone e' ancora responsabile dei criminicontro l'umanita' commessi durante la guerra". Cosi' inizia unlungo editoriale pubblicato mercoledi' dall'agenzia di StatoXinhua che rincalza sulla questione del Primo Ministro ShinzoAbe. Mentre un altro articolo pubblicato dall'agenzia statale lostesso giorno sottolinea le parole dell'ex Primo ministrogiapponese Tomiichi Murayama, noto per le scuse rivolte duranteil suo incarico per le atrocita' commesse durante la guerra,che ha sottolineato come Shinzo Abe, Primo ministro in carica,non puo' che rispettare la 'Dichiarazione di Murayama'. "Tutti i precedenti primi ministri del Giappone hanno affermatodi aver ereditato la Dichiarazione, cosi' come ne ha datoconferma Abe, e sono sicuro che non ci fosse falsita' inquell'impegno", ha dichiarato Murayama durante il suo discorsoin Corea del Sud, dove e' arrivato martedi' per una visita ditre giorni. Murayama nel 1995 si scuso' ufficialmente tramite la nota'Dichiarazione di Murayama' per le atrocita' commesse dalGiappone durante il suo ruolo coloniale sui Paesi asiatici.Murayama ha poi aggiunto che "chiunque neghi la 'Dichiarazionedi Murayama' dovrebbe dimettersi dal suo incarico ministeriale"e che "La Costituzione deve essere tutelata ad ogni costo". "IlGiappone deve affrontare la sua storia e scusarsi per questo",ha poi continuato l'ex Primo ministro giapponese. Lo scorso dicembre, Abe ha fatto visita al Santuario diYasukuni, simbolo del passato militarista del Giappone dalmomento che custodisce 14 criminali di guerra della SecondaGuerra Mondiale. .