di Eugenio Buzzetti
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(Ultimo aggiornamento: 17:00 ora italiana)
Pechino, 24 giu. - La Russia starebbe valutando la richiesta di estradizione statunitense per Edward Snowden, la talpa dello Nsa-gate, una mossa che spiegherebbe perché Snowden non è salito a bordo del volo che lo avrebbe portato a Cuba e successivamente in Ecuador, dove il governo di Quito sta valutando l'ipotesi di concedere l'asilo politico al trentenne ex-contractor di Booz Allen Hamilton. Lo rivelano fonti dell'ultima ora dell'agenzia di stampa russa Interfax. La fuga dell'uomo che ha rivelato il programma Prism di sorveglianza controllo e raccolta dati delle comunicazioni telefoniche e on line di milioni di persone potrebbe, quindi, interrompersi a Mosca a nemmeno 48 ore dalla partenza improvvisa da Hong Kong. Il ministro degli Esteri di Quito ha rifiutato di dare informazioni sul ex tecnico della Cia. "E' un'informazione che non possiamo dare in questo momento" ha dichiarato in conferenza stampa ad Hanoi, confermando che le autorità di Ecuador e Russia sono in contatto sulla questione.
Una dipartita, quella di Snowden accolta con sollievo dalla stampa in lingua cinese dell'ex colonia britannica. Al centro del dibattito c'è la decisione di fare partire Snowden invece di darlo in pasto agli americani: una scelta che allo stesso tempo avrebbe permesso di non intaccare l'immagine etica della città e di non cedere alle pressioni americane, secondo il Ming Pao Daily. Di opinione simile anche l'Oriental Daily, che giudica la scelta di permettere all'uomo che ha rivelato l'esigenza del piano Prism di sorveglianza e raccolta dati di comunicazioni telefoniche e on line di lasciare Hong Kong, come il "male minore" tra le opzioni sul piatto (il possibile veto di Pechino e l'estradizione negli Usa). Si discosta di poco il Sing Tao Daily che imputa la partenza improvvisa di Snowden all'incertezza del governo della Regione Amministrativa Speciale cinese sulla sua sorte. E rimanere a Hong Kong "avrebbe potuto essere un rischio" con un richiesta di estradizione statunitense.
In serata, è arrivato anche il primo commento sulla partenza di Snowden da parte dell'amministratore delegato di Hong Kong, Leung Chun-ying, che ha difeso il governo dell'isola, ribadendo quello che era già stato scritto nel comunicato in cui Hong Kong chiedeva agli Stati Uniti "maggiori informazioni" per spiccare un mandato di arresto nei confronti della talpa dello Nsa-gate. Leung ha detto che "non c'erano gli estremi legali per trattenere Snowden dal lasciare Hong Kong".
Se la parte della sua vicenda relativa a Hong Kong sembra essersi conclusa, non mancano gli strascichi delle ultime ore alla vicenda di Edward Snowden, che fino a poche settimane fa era un contractor del governo americano e ora è braccato dal suo stesso Paese. Nella giornata di oggi, sono emerse altre rivelazioni sulla partenza di Snowden da Hong Kong: un avvocato in contatto con lo stesso Snowden e membro del parlamento dell'ex colonia britannica, Albert Ho Chun-yan, ha dichiarato di avere incontrato nella giornata di venerdì scorso le autorità di Hong Kong per chiarire la situazione dell'ex tecnico della Cia atterrato a Hong Kong il 20 maggio scorso, ma non avrebbe ottenuto una risposta soddisfacente alle sue richieste. A poche ore dal meeting, un intermediario avrebbe consegnato personalmente un messaggio allo stesso Snowden riguardo alla sua presenza nella città, proprio mentre venivano formalizzate le accuse di spionaggio contro di lui da parte dei giudici della Virginia. In sostanza, ha dichiarato l'avvocato al South China Morning Post, "attraverso vie non interamente legali e usando una persona la cui identità non è perfettamente chiara è stato detto a Snowden che il governo voleva che se ne andasse. Un atto altamente inusuale". E ha aggiunto: "Ho ragione di credere che quelli che volevano che lui se ne andasse rappresentavano le autorità di Pechino".
Insomma, in tutta la faccenda, il ruolo di Hong Kong non sarebbe stato altro che "non impedirgli di raggiungere l'aeroporto", secondo Albert Ho, salvando in questo modo la situazione per Pechino che "non si sarebbe fatta avanti per non danneggiare le relazioni con gli Stati Uniti e avrebbe in questo modo agito dietro le quinte per lasciare andare Snowden". Una tesi quella di Ho che non è condivisa da molti membri del governo di Hong Kong, che sostengono invece che il governo dell'ex colonia britannica abbia agito secondo la legge.
SNOWDEN HA LASCIATO HONG KONG
Edward Snowden ha lasciato Hong Kong e da ieri si trova all'aeroporto moscovita di Sheremetyevo, in attesa di partire per Cuba, secondo quanto scrive l'agenzia di stampa russa Interfax (aggiornamento: sul volo partito per Avana Snowden non c'è ). La talpa dello Nsa-gate che aveva rivelato l'esistenza del programma Prism di sorveglianza, controllo e raccolta dati di milioni di comunicazioni telefoniche e on line messo in atto dalla National Security Agency ha lasciato l'ex colonia britannica a bordo di un volo commerciale Aeroflot nella tarda mattinata di ieri diretto a Mosca, che non sarà però la destinazione finale del suo viaggio. Nelle scorse ore, secondo diverse fonti russe, il trentenne ex-contractor di Booz Allen Hamiton potrebbe essere diretto in Islanda, come lo stesso Snowden avrebbe voluto, l'Ecuador, Cuba o il Venezuela. Finora è l'Ecuador il Paese che più si è mosso in favore di Edward Snowden: il ministro degli esteri di Quito ha dichiarato che il suo Paese agisce "secondo i proprio princpi" invece che "in base agli interessi". Ma mentre la possibilità di ottenere l'asilo è all'esame delle autorità di Quito, la situazione dell'ex contractor si complica con il passare delle ore. Il governo degli Stati Uniti ha chiesto a Mosca di "considerare tutte le opzioni disponibili" per espellere l'ex tecnico della Cia. Ipotesi che al momento non viene presa in considerazione dal Cremlino che fa sapere di non avere alcun motivo per arrestare e successivamente estradare il trentenne Snowden.
La fuga di Snowden aveva ottenuto il via libera dalle autorità di Hong Kong. Il governo dell'ex colonia britannica aveva precisato nella giornata di ieri in un comunicato che "Mr. Edward Snowden ha lasciato Hong Kong di sua spontanea volontà per un terzo Paese attraverso un normale canale legale". Nella fuga è stato aiutato da Wikileaks: l'organizzazione di Julian Assange, da un anno nell'ambasciata ecuadoriana di Londra, ha aiutato Snowden sia nella parte operativa del viaggio, che in quella legale. L'ex contractor non viaggia da solo, ma con un legale di Wikileaks, che il New York Times, ha identificato come Sarah Harrison. La decisione di Hong Kong di lasciare partire Snowden sarebbe stata guidata dalla "mano di Pechino" secondo il presidente russo Vladimir Putin, opinione condivisa anche da altri esperti, secondo cui il governo cinese avrebbe lasciato in qualche modo carta bianca ad Hong Kong nella faccenda.
Secondo la stampa americana, sarebbe stata proprio Pechino a prendere la decisione di lasciare andare l'ex contractor americano. Seocndo dieresi sondaggi condotti sia a Hong Kong che in Cina, la maggioranza dei cittadini era contraria all'estradizione di Snowden: un sondaggio condotto dal tabloid Global Times, che spesso cavalca toni populisti soprattuto nelle questioni di politica estera, dava una percentuale del 98% di interpellati contrari all'estradizione. La reazione più forte riguardo alla vicenda arriva da un editoriale della Xinhua di ieri in cui gli Stati Uniti vengono definiti come i "grandi cattivi" di tutta questa storia. L'editoriale ricorda brevemente le accuse statunitensi alla Cina, incolpata di spionaggio informatico da Washington. Proprio il tema dell'hackeraggio era stato al centro dei colloqui tra Obama e Xi Jinping durante il vertice informale avvenuto in California nelle prime ore dall'annuncio dell'esistenza del programma Prism.
Snowden è stato accusato sotto lo Easpionage Act del 1917. I due capi di imputazione nei suoi confronti sono "comunicazione non autorizzata di informazioni sulla difesa nazionale" e "comunicazione di informazioni di intelligence riservate a personale non autorizzato". Prima di lasciare sono state obbligate le ultime rivelazioni di Snowden al South China Morning Post. I piani di spionaggio della Nsa comprendevano l'hackeraggio delle più importanti compagnie telefoniche cinesi per avere accesso ai messaggi di testo, attacchi ai server della Qinghua University, uno dei più prestigiosi atenei cinesi, e atti di pirateria informatica a quartier generale della società Pacnet di Hong Kong, uno dei maggiori produttori di cavi sottomarini in fibra ottica della regione.
IL COMUNICATO CON CUI HONG KONG PERMETTE A SNOWDEN DI PARTIRE
La decisione finale da parte delle autorità di Hong Kong dilsciare partire Edward Snowden per la Russia, a bordo del volo Aeroflotatterrato all'aeroporto di Mosca ieri, è stata pubblicata in uncomunicato in cui la Regione Amministrativa Speciale cinese informa laCasa Bianca che la richiesta di Washington di arrestare il signorSnowden non può essere accolta perché necessita di "ulterioriinformazioni". L'ex colonia britannica non ha quindi elementisufficienti per trattenere il cittadino americano. Oltre a ciò, leautorità di Hong Kong chiedono spiegazioni agli Stati Uniti per gliattacchi di pirateria informatica di cui Snowden ha parlato al SouthChina Morning Post, il principale quotidiano della ex colonia.
AgiChina24 vi propone il testo del documento con cui HongKong ha sancito per la talpa dello Nsa-gate la possibilità di lasciareil proprio territorio. Edward Snowden aveva rivelato il 6 giugno scorsoal quotidiano britannico Guardian l'esistenza del programma disorveglianza, controllo e raccolta dati delle comunicazioni telefonichee on line di milioni di cittadini messo in atto dalla National SecurityAgency americana. Un piano che lo stesso Snowden ha a più ripresedefinito "il più grande programma di sorveglianza della storiadell'umanità", proprio mentre il presidente degli Stati Uniti, BarackObama e il presidente cinese Xi Jinping si incontravano in Californiaper il primo vertice informale tra i due capi di Stato che al centroaveva proprio i problemi relativi alla sicurezza informatica, da mesila questione più scottante nei rapporti tra Washington e Pechino.
Testo del comunicato
Il governo della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong oggi(23 giugno) ha emesso il seguente comunicato sul signor Edward Snowden:
ILsignor Edward Snowden ha lasciato Hong Kong oggi (23 giugno) di suaspontanea volontà per un Paese terzo attraverso un normale canalelegale.
Il governo degli Stati Uniti in precedenza ha richiestoal governo della Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong diemettere un mandato di arresto provvisorio nei confronti del signorSnowden. Dal momento che i documenti forniti dal governo degli StatiUniti non ottemperavano pienamente ai requisiti di legge di Hong Kong,il governo della Regione Amministrativa Speciale ha chiesto al governodegli Stati Uniti di fornire ulteriori informazioni in modo che ilDipartimento di Giustizia potesse considerare se la richiesta delgoverno statunitense potesse soddisfare le pertinenti condizionilegali. Dal momento che il governo di Hong Kong deve ancora averesufficienti informazioni per procedere al mandato di arrestoprovvisorio, non ci sono le basi legali per trattenere il signorSnowden dal lasciare Hong Kong.
Il governo della RegioneAmminsitrativa Speciale di Hong Kong ha già informato il governo degliStati Uniti della partenza del signor Snowden.
Nel frattempo, ilgoverno della Regione Amministrativa Speciale ha formalmente scritto algoverno degli Stati Uniti chiedendo delucidazioni sui rapportiprecedenti riguardo agli atti di pirateria dei sistemi informativi aHong Kong da parte delle agenzie degli Stati Uniti. Il govenro dellaRegione Amministrativa Speciale continuerà a seguire la vicenda in mododa proteggere i diritti legali dei cittadini di Hong Kong
Emesso ad Hong Kong, domenica, 23 giugno 2013, ore 16.05
A cura della Redazione
RUSSIA, STIAMO VALUTANDO RICHIESTA ESTRADIZIONE USA
La Russia sta valutando la richiestadi estradizione avanzata dagli Usa per la gola profonda dell'Nsagate,Edward Snowden. Lo hanno reso fonti locali citate dall'agenziaInterfax. Questo sviluppo potrebbe spiegare la mancata presenza diSnowden sul volo delle 12,05 (ora italiana) alla volta di Cuba, da dovesarebbe dovuto ripartire per l'Ecuador cui ha chiesto asilo. Finoall'ultimo era stata per certa la sua presenza sul volo, pieno digiornalisti speranzosi di intervistarlo, salvo poi constatarnel'assenza a bordo.
ECUADOR, NON POSSIAMO DIRE DOVE SIA NE'DOVE STIA ANDANDO
Il ministro degli Esteri ecuadoregno, Ricardo Patino, si e' rifiutato di dire dove si trovi e dove sia diretto Edward Snowden, l'ex tecnico informatico della Nsa che ha rivelato il pervasivo programma di spionaggio americano. "E' un'informazione che non possiamo dare in questo momento", ha sottolineato Patino nel corso della conferenza stampa ad Hanoi, in Vietnam, confermando che Quito e' in contatto con le autorita' russe alle quali ha fatto sapere che sta valutando la richiesta di asilo presentata da SnowdenSnowden ha lasciato Hong Kong, dove si era inizialmente rifugiato, per Mosca da dove si riteneva che si sarebbe imbarcato alla volta di Cuba. Secondo testimoni oculari, pero', la gola profonda dell'Nsagate non e' salito sul volo per l'Havana. Quito ha gia' garantito asilo a Julian Assange, fondatore di Wikileaks, da oltre un anno rifugiato nell'ambasciata ecuadoregna a Londra per evitare l'estradizione in Svezia dove l'attende il processo per duplice violenza sessuale.
SNOWDEN, IO COME MANNING, DUE PERSEGUITATI DAGLI USA
Due perseguitati da parte degli Stati Uniti: cosi' Edward Snowden, l'ex tecnico informatico della Nsa, ha paragonato il suo caso a quello del caporale americano Bradley Manning, la gola profonda di Wikileaks sotto processo negli Stati Uniti per aver passato centinaia di migliaia di documenti segreti del Pentagono e del dipartimento di Stato a Julian Assange. E' stato il ministro degli Esteri dell'Ecuador, Ricardo Patino, a riferirlo, leggendo nel corso di una conferenza stampa ad Hanoi una lettera dell'ex tecnico informatico dell'Nsa, nella quale chiede formalmente asilo politico al presidente ecuadoregno Rafale Correa.
INTERFAX, SU VOLO PARTITO PER AVANA SNOWDEN NON C'E'
Non ci sarebbe Edward Snowden sul volo Su-150 decollato da Mosca con destinazione l'Avana, anche se il nome della 'talpa' dell'Nsagate figura sulla lista dei passeggeri che hanno effettuato il check-in: lo ha riferito l'agenzia di stampa 'Interfax', citando fonti riservate delle forze di sicurezza russe. "Edward Snowden a bordo non c'e'", hanno dichiarato le fonti, senza fornire alcun dettaglio. "Non e' partito con quel volo". L'assenza del giovane informatico americano sull'aereo della 'Aeroflot' diretto a Cuba e' stata quindi confermata anche da testimoni oculari, e da un anonimo funzionario della compagnia di bandiera russa.
Snowden, che gia' non era stato notato in aeroporto, non e' poi stato visto da nessuno neppure in cabina, malgrado le operazioni di decollo fossero gia' iniziate. Uno steward ha anzi riferito che il posto assegnatogli e' stato infine occupato da un differente passeggero. L'assenza del giovane informatico americano sull'aereo della 'Aeroflot' diretto a Cuba e' stata quindi confermata anche da testimoni oculari, e da un anonimo funzionario della compagnia di bandiera russa.
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