«Conosciamo bene l'Asia: Trussardi aprì il primo negozio a Hong Kong nel 1992, al quale seguirono le boutique di Taiwan e Taipei nel 1994, e siamo presenti da molti anni anche in Giappone e Corea. L'obiettivo ora però è la Cina, dove ci sono già molti negozi Tru Trussardi e Trussardi Jeans, dedicati cioè alle nostre seconde linee, ma manca un network retail per la prima linea e tutto ciò che racconta la nostra storia, il nostro heritage».
Tomaso Trussardi introduce così il grande progetto appena avviato in Cina, con l'apertura del primo flagship store Trussardi a Shanghai, in uno storico palazzo sul Bund, la zona più prestigiosa e da sempre cosmopolita della metropoli cinese.
Tomaso rappresenta la quarta generazione della famiglia bergamasca di imprenditori: è figlio di Nicola, scomparso nel 1999, e fratello di Beatrice (amministratore delegato e presidente) e di Gaia (direttore creativo). Il suo ruolo è quello di amministratore delegato della Trs Evolution, braccio produttivo dell'azienda, ed è sua la responsabilità dello sviluppo in Italia e all'estero. «Già oggi abbiamo 48 negozi in Cina, ma vogliamo ristrutturare la rete perché rifletta il riposizionamento dei nostri marchi – spiega Tomaso –. I flagship store avranno solo due tipi di insegne: quelli Tru Trussardi offriranno al loro interno anche la linea Trussardi Jeans, quelli Trussardi, che saranno 30 entro cinque anni, avranno l'alto di gamma, dalla pelletteria all'abbigliamento donna e uomo».
Nel 2011 il fatturato Trussardi – un marchio nato nel 1911 come laboratorio di guanti di lusso – è arrivato a 180 milioni, in lieve crescita sul 2010: «Per noi la distribuzione wholesale è ancora molto importante: siamo presenti in circa 440 punti vendita nel mondo, ma vorremmo aumentare il peso del retail diretto, che nel 2011 è cresciuto del 10%, un trend mantenuto anche nel 2012, nonostante la crisi economica – prosegue l'amministratore delegato di Trs Evolution –. Certo, aprire nuovi negozi comporta costi fissi altissimi e per questo concentriamo gli sforzi sui mercati asiatici e su altre aree in forte sviluppo e dove c'è domanda di prodotti di lusso, di made in Italy e di marchi con una lunga tradizione, come il nostro. In Italia ci interessano le località turistiche, ad esempio Forte dei Marmi o Riccione, dove gli acquisti da parte di stranieri sono in fortissima crescita da anni, mentre sul travel retail stiamo facendo delle valutazioni, perché i costi a metro quadro nei negozi degli aeroporti sono altissimi».
Il gruppo Trussardi investirà non solo in Cina, ma anche in Russia e Medio Oriente e, per quanto riguarda i diversi canali distributivi, aumenteranno gli investimenti sull'e-commerce. «Aprimmo il primo negozio a Mosca nel 1993, negli anni in cui l'immagine e lo stile del nostro marchio si erano fatti conoscere anche per collaborazioni con fotografi come Richard Avedon, Mario Testino, Michel Comte, Steven Klein e molti altri – racconta Trussardi –. Siamo entrati nell'immaginario del cliente russo e il brand è conosciutissimo, come sinonimo di sofisticata artigianalità italiana. Oggi in Russia abbiamo 15 flagship store e una buona distribuzione wholesale, mentre negli Emirati arabi uniti abbiamo 4 negozi e progetti per aprirne parecchi altri. Poi ci sono internet e l'e-commerce: le vendite sono gestite in partnership con Yoox ed è un progetto fortemente voluto da mia sorella Beatrice. Internet è un ottimo modo anche per far conoscere Palazzo Marino alla Scala, che inaugurammo nel 1996 e fu il primo esempio, nella moda, di building polifunzionale con negozio, showroom, spazio mostre, caffè e ristorante. Di recente abbiamo ricevuto una proposta per aprirne uno simile in Cina e stiamo valutando questa opportunità». Il concept inaugurato a Shanghai, progettato da Michael Young, servirà da esempio per nuove aperture internazionali, anche perché la gamma di prodotti è sempre più ampia: «Stiamo valutando la licenza degli orologi, ma il core business resterà sempre la pelletteria».
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PER CENTO
I consumatori cinesi che hanno dichiarato di voler spendere di più nei prossimi 12 mesi. Il 51% ha fiducia nel miglioramento dell'economia (dato BCG)
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MINUTI
La durata del video-catalogo della collezione P-E 2013 di Tom Ford, prime immagini pubbliche, poiché la sfilata era stata fatta a porte chiuse
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DESIGNER PER GAP
La catena americana ha chiesto a stilisti emergenti (nella foto Johan Lindeberg) di creare limited edition con prezzi tra 20 (i boxer) e 348 $ (i cappotti)
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PAESI
Un'estensione da subito importante per il nuovo e-store di Sergio Rossi, che entro il 2013 sarà disponibile anche in Cina. Si tratta del primo sito nato dalla partnership Ppr-Yoox
05/10/2012