(AGI) - Sydney, 27 lug. - Un 'metodo di allenamentoscientifico' che comprendeva la somministrazione di steroidi eormoni della crescita: cosi' venivano eufemisticamente chiamatedalle autorita' cinesi le sostanze dopanti iniettate negli anni'80 e '90 agli atleti che gareggiavano. A confermare unsospetto diffuso e' stata Xue Yinxian, ex responsabile medicodella squadra di Pechino, sostenendo che si trattava di unsistema di 'doping di Stato' giustificato dall'ascesa rampantedella nazione sulla scena sportiva internazionale. E' la primavolta che qualcuno dall'interno contraddice la linea ufficiale,che ha sempre imputato gli scandali degli anni '90 a singoliatleti e allenatori. Nella sua confessione ai media australiani, Xue sostiene diaver combattuto una battaglia senza speranza contro l'utilizzodi sostanze dopanti e di essersi scontrata contro precisedirettive. Durante una riunione nell'ottobre 1978, haricordato, il dirigente piu' alto in grado nel settore sportivodisse che sostanze illecite per migliorare la performancesportiva erano semplicemente nuovi prodotti che si sarebberodovuti utilizzare. Come il caso degli ormoni della crescitaumana che "lui descrisse come un metodo di allenamentoscientifico. Chiunque si fosse rifiutato, avrebbe affrontatopunizioni o critiche". Spesso, ha sottolineato Xue, gli atletinon sapevano che cosa veniva loro somministrato e i medici chesi rifiutavano venivano emarginati. Ai campionati mondiali di nuoto del 1994, la squadra cinesevinse a sorpresa 12 medaglie d'oro. Di fronte ai sospetti didoping, Pechino sostenne di aver fatto pulizia, ma quellostesso anno, sette nuotatori risultarono positivi agli steroidiai Giochi asiatici di Hiroshima, decimando cosi' la squadra chedalle Olimpiadi di Atlanta 1996 riporto' a casa solo unamedaglia d'oro. Prima della partenza per le Olimpiadi di Londra2012, i media di Pechino hanno dato ampio risalto al giuramentorichiesto agli atleti cinesi davanti alla bandiera di rimanerepuliti. L'uso di anabolizzanti in Cina nell'allevamento deglianimali ha convinto molti atleti a evitare per settimane diandare a mangiare fuori, per il timore di ingerireinavvertitamente sostanze illegali assimilate nella carne dimaiale, bovino e agnello. (AGI).