di Antonio Talia
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Pechino, 10 lug.- Troppo sexy per la tv cinese: non si tratta dell'ennesimo serial americano a base di sesso e sangue, o di una commediola scollacciata girata a Hong Kong. Stavolta la censura di Pechino si abbatte sul Rinascimento Italiano: nello speciale dedicato alla mostra "Rinascimento a Firenze- Capolavori e Protagonisti", inaugurata venerdì scorso al Museo Nazionale di Cina, la China Central Television ha oscurato a colpi di pixel le nudità maschili di capolavori come il "David-Apollo" e la "Vittoria" di Michelangelo o l'"Ercole e Anteo" di Bartolomeo Ammannati.
Il documentario è andato in onda lunedì, in prima serata, ma adesso la foglia di fico elettronica della tv di Stato sta infiammando media e social network cinesi. "Puoi vederlo in un museo, ma non in televisione" titola il quotidiano Oriental Guardian, che pubblica in copertina il "David-Apollo" con il pube coperto da uno schermo televisivo.
"Ho scelto di sfocare il pene del David-Apollo e delle altre sculture perché non volevo che queste immagini avessero un impatto negativo sulle emozioni degli spettatori" dice all'Oriental Guardian il regista del documentario, del quale non è stato pubblicato il nome.
Molti cinesi hanno difeso la scelta della CCTV. "Queste opere riflettono un certo canone estetico diffuso in occidente, ma non in Cina. Penso che sia sbagliato mostrare qualsiasi forma di nudità su un canale televisivo pubblico" scrive sul web il commentatore "MTMK", mentre un gruppo di genitori sottolinea che in prima serata le trasmissioni sono seguite da milioni di famiglie. In Cina la nudità è completamente bandita da tv e cinema e spesso produttori,sceneggiatori e registi evitano perfino le allusioni sessuali, per non incorrere in un blocco alla distribuzione delle loro opere.
Ma spesso i cittadini si mostrano molto più disinibiti dei funzionari, e altri netizen accusano la censura di avere ormai superato il senso del ridicolo: "Quindi ora la Venere di Milo dovrà indossare un reggiseno! La CCTV non fa che mostrare ancora una volta la nostra rigidità mentale", commenta un internauta.
All'inizio dell'anno la SARFT (Amministrazione Statale Radio Film e TV) ha diffuso una serie di direttive per limitare "il cattivo gusto" e promuovere "un punto di vista sano" in tutte le trasmissioni televisive. A partire dal 2012, gli oltre 30 canali tv cinesi possono trasmettere in prima serata un massimo di nove programmi "di puro svago", e sono obbligati a dedicare il resto del palinsesto a informazione, documentari e programmi educativi: lo speciale dedicato alla mostra sul Rinascimento di Firenze rientrava in quest'ultima categoria, almeno finché il regista non si è accorto della nudità delle statue. Ma la polemica montata sul web dopo la copertina dell'Oriental Guardian ha convinto anche i moralisti più intransigenti: la CCTV ha annunciato che nei prossimi passaggi televisivi i pixel saranno cancellati, e finalmente anche il "David-Apollo" di Michelangelo potrà mostrare le sue grazie al pubblico cinese.
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