di Eugenio Buzzetti
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Pechino, 24 mag. - Giungono a un punto di svolta le indagini sul caso Heywood. A più di un mese dall'arresto di Gu Kailai - moglie dell'ex leader di Chongqing Bo Xilai - per il suo coinvolgimento nell'omicidio del cittadino britannico, entra in scena Henry Lee, il celebre scienziato forense americano che da anni indaga sui più grandi casi irrisolti a livello mondiale.
Il suo compito sarà quello di investigare su campione di sangue forse appartenente a Heywood che potrebbe dare un responso chiaro sulle cause della morte dell'uomo, un tempo al servizio della famiglia di Bo Xilai. Neil Heywood, businessman vicino alla famiglia Bo, era stato trovato senza vita in una stanza d'albergo di Chongqing il 14 novembre scorso.
Lee ha dichiarato al New York Times di essere stato contattato dalla polizia di Chongqing nel febbraio scorso, lo stesso mese in cui Wang Lijun, ex vice sindaco e capo della Pubblica Sicurezza di Chongqing, si era reso protagonista di una clamorosa fuga al consolato Usa di Chengdu per sfuggire all'ira di Bo Xilai, suo capo e mentore politico. Secondo successive ricostruzioni, Wang aveva scoperto la connessione tra la moglie di Bo e l'uomo d'affari. Dopo il ritrovamento del corpo, Heywood era stato cremato senza procedere all'autopsia che avrebbe accertato le cause del decesso, imputato inizialmente all'abuso di alcool e a un attacco cardiaco.
Lee nega che a contattarlo fosse stato lo stesso Wang Lijun, anche se - secondo quanto riporta il Guardian - i due si conoscevano da tempo. Il test del DNA, secondo lo scienziato forense, potrebbe determinare l'appartenenza del campione di sangue da esaminare a Heywood e la causa della morte.
WANG LIJUN IL DESPOTA
Si complica, intanto, la posizione di Wang Lijun. Dopo la notizia dell'inizio del processo per tradimento a suo carico previsto per il prossimo mese di giugno, ora sono i suoi sottoposti a chiedere provvedimenti contro l'ex capo della Pubblica Sicurezza di Chongqing. Più di 1300 funzionari di polizia vessati da Wang hanno fatto domanda alla commissione disciplinare municipale per un riesame dei loro casi. Oltre 500 domande, finora, sono state accolte, secondo quanto riporta una fonte vicina alla polizia di Chongqing sentita dal South China Morning Post.
Nei loro esposti, i funzionari chiedono un reintegro nelle posizioni che occupavano prima di essere degradati o trasferiti a incarichi minori da Wang Lijun. Il profilo che emerge dell'ex capo della polizia di Chongqing è quello di un despota che umiliava i suoi sottoposti per inezie, come presentarsi in caserma senza divisa o piccoli ritardi nell'inizio dell'orario di lavoro. Wang aveva introdotto un regolamento molto severo, secondo la fonte citata dal giornale di Hong Kong, che vietava agli agenti di parlare durante il pranzo.
E non sempre l'ira del boss si fermava a provvedimenti disciplinari. Il caso più eclatante è stato quello del suo vice, Wen Qiang, condannato a morte e giustiziato per corruzione. Wang sarebbe stato al corrente dei rischi di ritorsione che correva sia per gli arresti ai membri delle triadi, la mafia cinese, sia per le vessazioni che infliggeva agli agenti. Nei giorni immediatamente antecedenti la fuga al consolato Usa di Chengdu, Wang aveva vissuto rinchiuso all'intero della caserma per paura di attentati.
INTERROGATI DALLA POLIZIA I VETERANI ANTI-ZHOU YONGKANG
Se il futuro si prevede a tinte fosche per Bo Xilai e Wang Lijun, anche Zhou Yongkang - membro del Comitato Permanente del Politburo (il gotha del potere cinese) - rimane sotto i riflettori della cronaca politica, accusato di avere sostenuto l'ex leader nella campagna anti-crimine scatenata a Chongqing nel 2009. Zhou all'interno del Comitato Permanente è il responsabile per gli apparati di sicurezza.
Sono sotto interrogatorio da parte della polizia i 16 funzionari in pensione dello Yunnan che la scorsa settimana si erano resi protagonisti di una lettera aperta che richiedeva la rimozione dal Comitato Permanente del Politburo di Zhou Yongkang in relazione al caso Bo Xilai. Nel mirino soprattutto i due promotori della lettera, Yu Yongqing e Zhao Zhengrong. "La polizia - riferisce all'AFP uno dei firmatari che vuole rimanere anonimo - ha detto loro che non avrebbero dovuto pubblicare su internet la lettera e che in qualità di ex funzionari avrebbero dovuto conoscere le procedure". La fonte precisa, inoltre, che "la polizia non aveva assunto un atteggiamento minatorio nei loro confronti, ma razionale".
Nella lettera aperta comparsa su internet, i veterani dello Yunnan, quasi tutti ottantenni, condannano i metodi Zhou Yongkang e il suo appoggio alla crociata anti-crimine condotta a Chongqing da Bo Xilai. Zhou è accusato di aver avallato implicitamente i metodi persecutori messi in atto dalla coppia Bo-Wang contro gli avversari politici dell'ex leader, scavalcando la legge e utilizzando la tortura per estrarre confessioni ai sospettati.
Dopo voci di una possibile "epurazione dolce" per Zhou Yongkang, che formalmente è ancora in carica ma senza più reali poteri sugli organismi di sicurezza, secondo le dichiarazioni di fonti anonime dell'agenzia di stampa Reuters, alcuni giorni fa è stata resa nota la decisione da parte della regione autonoma dello Xinjiang di inserirlo tra i candidati al prossimo Congresso, mossa che ha contribuito, secondo gli osservatori, ad alleviare al pressione attorno alla sua figura.
DOSSIER BO XILAI: VERSO IL 18 CONGRESSO
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