PAGINA A CURA DI
Andrea Curiat
Anna Del Freo
Un buon sistema di sostegno bancario è la chiave di volta dell'internazionalizzazione. I grandi gruppi hanno più o meno tutti messo a punto prodotti e servizi per aiutare le imprese che commerciano con l'estero o vanno a investire nei Paesi emergenti. Senza la pretesa di essere esaustivi, abbiamo chiesto ad alcuni istituti di credito quali sono oggi i prodotti e i servizi più avanzati a disposizione delle aziende italiane, specie le Pmi.
«Unicredit – sostiene Francesco Francioni, responsabile Estero e Servizi Italia dell'istituto di piazza Cordusio – negli ultimi 15 anni ha voluto fortemente investire sull'internazionalizzazione. Con la crisi, l'export è sempre di più il punto di forza dell'economia italiana e va sostenuto. Noi possiamo contare su una forte rete estera e una capillare presenza territoriale, con 70 punti e 130 persone dedicate all'estero, che vanno dal cliente a proporre soluzioni, mentre altre 500 svolgono attività quotidiana di supporto alle imprese che lavorano con altri Paesi». Tra i prodotti che Unicredit presenta in esclusiva alla sua clientela (alcune dei quali sono riportati nel tabellone a fianco), c'è Export manager, che aiuta il cliente nella gestione, spiega Francioni, di fatture e incassi.
Per Gianluca Corrias, responsabile servizio internazionalizzazione imprese di Intesa Sanpaolo «Le aziende che esportano o che lavorano con imprese estere ormai da anni, non hanno problemi di fiducia o di rischio di controparte, ma piuttosto esigenze di cassa. Ecco allora che servono prodotti come il nostro Export facile, che consiste nell'acquisto di crediti esteri pro-soluto, per rimettere in circolazione e mobilitare la liquidità». I volumi erogati dal gruppo, aggiunge Corrias, stanno aumentando ma in misura ragionata: «Vogliamo essere certi di finanziare iniziative sostenibili e di proporre prodotti realmente utili, così da ridurre gli imprevisti per chi parte alla conquista dei mercati esteri. Le Pmi hanno soprattutto l'esigenza di coprirsi dai rischi».
In pole position anche Deutsche Bank, la cui rete copre 74 Paesi e per tradizione è fortemente orientata all'internazionalizzazione. In Italia DB ha 57mila clienti small business (Pmi con meno di 150mila euro di fatturato). «Le nostre attività – spiegano a DB Italia – spaziano dalle lettere di credito alla bondistica, alle proposte di prodotti che servono a coprire il rischio di cambio. Ma soprattutto abbiamo prodotti esclusivi e innovativi come Trade flow e Flexible forward, caratterizzati da grande flessibilità».
L'export è oggi il motore principale della crescita economica delle imprese italiane anche secondo Gianluca Lauria, responsabile internazionalizzazione e trade finance di Bnl gruppo Bnp Paribas. «L'integrazione nel gruppo Bnp Paribas – afferma – ha permesso a Bnl di ampliare ulteriormente l'offerta di prodotti e servizi a sostegno delle aziende che vogliano internazionalizzarsi. Cosa chiedono oggi le aziende al trade finance? Non solo finanziamenti, ma anche servizi più complessi. In particolare, è in aumento la richiesta di una gestione delle tesorerie centralizzata. L'obiettivo è semplificare e ridurre gli oneri di gestione legati ai pagamenti provenienti da più Paesi, ma anche aumentare il controllo delle imprese sui flussi finanziari. Solo nel 2011, su queste tipologie di prodotti, abbiamo avviato oltre 100 nuovi progetti con le aziende clienti».
«Le imprese – fa eco Carlo Piana, direttore centrale imprese corporate del gruppo Cariparma Crédit Agricole – hanno spesso bisogno di finanziamenti e di altri servizi utili per potersi internazionalizzare». Tra i servizi offerti da Cariparma (gruppo Credit Agricole) per l'internazionalizzazione, vi sono strumenti per la gestione del rischio di mercato, linee di finanziamento finalizzate a supportare gli investimenti necessari, e una piattaforma dedicata ai servizi di cash management e cash pooling, oltre agli accordi sottoscritti con Simest e con Sace.
«Sono oltre 16mila le Pmi esportatrici da noi seguite – prosegue Piana – con volumi medi in crescita del 23% a fine 2011 rispetto all'anno precedente. Occorre sottolineare il peso dei flussi commerciali export verso i paesi Brics, che rappresentano circa il 17% del totale operazioni export, pari ad oltre il 22% de volumi».
Anche Credem si focalizza soprattutto sui Brics, oltre che su Turchia e Maghreb. «Internazionalizzarsi rappresenta per l'azienda un progetto strategico – dice Giovanna Reggioni, responsabile prodotti e servizi aziende di Credem –. Mettiamo a disposizione dei clienti assistenza nell'analisi e nello studio del mercato, ricerca di opportunità commerciali e supporto alla penetrazione commerciale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cinque banche a confronto
UNICREDIT
Export manager. Destinato alle aziende permette una gestione integrata degli incassi, garantendo l'ottimizzazione degli incassi di fatture emesse a carico di controparti operanti in Europa e Stati Uniti. Cura l'avvisatura ai debitori, l'incasso di bonifici, addebiti diretti e assegni, la riconciliazione contabile e un primo sollecito per gli insoluti.
Cross border cash pooling. Consente alla capogruppo di spostare automaticamente e giornalmente in un unico conto UniCredit la posizione di liquidità generata dalle controllate in Paesi diversi.
Full silent. La banca si assume l'impegno di pagamento su L/C (lettere di credito) export che non prevedano il mandato alla conferma da parte della banca emittente, offrendo all'impresa un ulteriore strumento di attenuazione rischi. La banca si assume anche il rischio viaggio documenti e quello di non conformità dei documenti alle condizioni stabilite dalla L/C.
INTESA SANPAOLO
Export facile. Destinato alle Pmi, è l'acquisto pro soluto dei crediti esteri rappresentati da fatture con scadenza non superiore a 150 giorni; è assegnato un plafond di rischio per ogni debitore estero ceduto; copertura al 100% del rischio di insolvenza del debitore estero, per i crediti acquistati pro soluto (nel limite del plafond), finanziamento tramite smobilizzo anticipato del credito.
Worldwide account. Apertura dall'Italia di conti correnti per le imprese presso filiali estere del gruppo, informazioni fornite dalla filiale in Italia.
Progetto Open Horizon. Trentadue banche in partnership in 54 Paesi
Export 360°. Un supporto creditizio alle imprese che operano all'estero e che hanno forniture continuative e commesse. Con un'unica operazione gestisce le diverse forme di finanziamento nelle varie fasi di un'operazione commerciale export.
DEUTSCHE BANK
Flexible Forward. Si tratta di un prodotto che permette all'azienda di coprirsi dal rischio di cambio verso una valuta con la massima flessibilità. Questo significa che il cliente può usufruire di una scadenza flessibile all'interno di un arco di tempo predeterminato. Il prodotto si rivolge alle aziende che, svolgendo un'attività di import/export occasionale o continuativa, sono esposte a eventuali apprezzamenti/deprezzamenti delle valute.
Pmi Trade Flow. È un credito non sulle singole fatture ma sulla prospettiva dei flussi di cassa generati all'estero. Inoltre la linea di fido beneficia della formula revolving a condizioni molto vantaggiose per 12 mesi. L'impresa ha la certezza di un'unica linea di fido per un anno, l'eliminazione delle procedure burocratiche e la flessibilità di utilizzo nei 12 mesi.
BNL (GRUPPO BNP PARIBAS)
Trade Center.Una rete di oltre 100 strutture di Bnp Paribas dedicate al commercio internazionale e distribuite in oltre 50 paesi: assistenza e consulenza locale specializzata, soluzioni per la mitigazione dei rischi, prodotti per gestire l'operatività con l'estero.
Sistemi di cash pooling. Soluzioni per la gestione centralizzata dei flussi di cassa domestici e internazionali dedicati a imprese con presenza o operatività commerciale in paesi esteri.
Operatività in renmimbi. Gestione completa dell'operatività in renmimbi per le imprese italiane che operano con la Cina.
Finanziamenti per l'internazionalizzazione. A breve e medio lungo termine per il sostegno degli investimenti e del capitale circolante delle imprese. In quest'ambito Bnl si avvale della partnership di Sace.
CARIPARMA CREDIT AGRICOLE
Finanziamento nuovi mercati. Erogazione in unica soluzione, da un minimo di 50mila euro a un massimo di 3 milioni. Rimborso in rate trimestrali con durata da 3 a 8 anni.
Pre-shipment. Finanziamento per la copertura del capitale circolante e/o l'acquisto di beni strumentali all'export. Importo da 100mila a 2 milioni di euro, entro l'85% dei costi documentati per l'approntamento della fornitura. Durate fisse da 6 a 24 mesi e rientro in un'unica soluzione alla scadenza.
Garanzie internazionali. Consulenza specialistica per la strutturazione, emissione e notifica delle principali garanzie internazionali.
Trade finance. Struttura dedicata alla gestione di lettere di credito, post financing, forfaiting, cessione pro soluto, operazioni con garanzia Sace e supporto Simest
21/05/2012