FERRAGAMO STAR NEI PAESI EMERGENTI
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FERRAGAMO STAR NEI PAESI EMERGENTI

FERRAGAMO STAR NEI PAESI EMERGENTI

REPORT
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Non fanno certo window shopping i milioni di visitatori del Shin Kong Place di Pechino o delle altre decine di mall dedicati ai brand di lusso che continuano a nascere in Asia. Lo dimostrano i bilanci dei brand più famosi, che hanno visto la quota di fatturato realizzato nei Paesi emergenti salire dal 22% del 2010 al 28% dello scorso anno. A un'italiana va, comunque, la palma della società con la maggiore quota di fatturato nei Paesi emergenti: si tratta di Ferragamo, che dalla quotazione in Borsa nell'estate scorsa ha guadagnato il 75% circa.
I calcoli sono stati fatti dagli analisti di Goldman Sachs, che alla luce degli ultimi risultati aziendali hanno rivisto le stime per il paniere di società del settore. Nel prossimo triennio le attese di crescita del fatturato sono del 14,7%, 12,6% e 12,4% rispettivamente per 2012, 2013 e 2014. Non solo. Per Goldman Sachs nel periodo crescerà anche il ritorno sul capitale investito, che passerà dal 18,5% del 2011 al 19,6% del 2014, con un miglioramento anche a livello di redditività. Su queste basi viene calcolato, poi, il potenziale di incremento delle quotazioni in Borsa: l'upside è del 50% nei prossimi 12 mesi, come media del settore Global discretionary retail.
A trainare i bilanci dei gruppi saranno sempre più i mercati emergenti. Significativo è lo spaccato dei beni di lusso: la quota di vendite complessiva nell'Asia Pacifico è passata dal 18% del 2000 al 39% dello scorso anno e i margini di crescita sono ampi se si considera che negli Stati Uniti il 70% del Pil è dato dai consumi interni, mentre in Cina la percentuale è del 49%. Allo stesso tempo negli ultimi undici anni è andata riducendosi l'incidenza delle vendite negli States dal 20% al 13% e in Europa dal 41% al 31%. Così, secondo le stime di Goldman Sachs, il 2012 sarà l'anno del sorpasso: il mercato asiatico, in termini di valori assoluti, supererà quello europeo per continuare a crescere in maniera molto più robusta anche in futuro. Naturalmente non tutti i gruppi sapranno approfittare allo stesso modo dell'opportunità di crescita. Goldman Sachs, fra gli altri, preferisce Inditex-Zara nel comparto global apparel, Richemont nell'hard luxury, Burberry nel soft luxury e Adidas fra gli sporting goods. Nel dettaglio, le stime indicano per Inditex un incremento del 15,3% dei ricavi e del 19,4% del margine operativo tra 2012 e 2013. Ancora meglio dovrebbe fare Burberry, per cui è indicata una crescita del 20,8% dei ricavi e del 22,6% del margine operativo. Le attese per Richemont, poi, sono rispettivamente di un +17,5% e di un +23,8%, mentre Adidas avrà un aumento più contenuto dei ricavi (8,9%) e dei margini (9,6%).
Sul fronte italiano stime particolarmente positive per Prada con un +22,6% delle vendite e un +25,4% dei margini. Robusto l'incremento anche per Ferragamo (+18,7% e +18,3) e Tod's (+11,7% e +23,7%). In miglioramento anche le performance di Luxottica, che secondo le proiezioni degli analisti di Goldman Sachs dovrebbe raggiungere un aumento del 10,2% delle vendite e del 14,6% del margine operativo, mentre per Geox le stime sono di un +5,4% e un +7,5% rispettivamente.
monica.dascenzo@ilsole24ore.com
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23/03/2012
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