ESPORTAZIONI DI PELLETTERIA: RADDOPPIO VERSO LA CINA
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ESPORTAZIONI DI PELLETTERIA: RADDOPPIO VERSO LA CINA

ESPORTAZIONI DI PELLETTERIA: RADDOPPIO VERSO LA CINA

COVER STORY
di lettura
Che le borse e le cinture italiane siano apprezzate all'estero, è un fatto consolidato da decenni. C'è di mezzo l'italian style, il gusto, la qualità dei materiali, il design e la grandissima creatività. Ma è anche una questione di moda. Sia dei grandi marchi, che delle piccole botteghe di artigianato. L'amore degli stranieri per la qualità e il gusto italiano, non solo per le borse ma anche per le cinture, le valigie, gli zaini, i portafogli, trova conferma nell'analisi dei dati a consuntivo 2011 – elaborati dall'Ufficio Studi Aimpes su dati Sita-Istat – che registrano uno "strepitoso" +30% nelle esportazioni. I "magnifici 7", ovvero i sette paesi in cui le esportazioni hanno registrato un aumento eclatante, riservano sorprese: fanno parte del Far east ma anche di insospettabili nazioni come i Paesi Bassi (dove, però, c'è il porto di Rotterdam, partenza di numerosi colli di merci). In Cina le esportazioni da gennaio a novembre 2011 sono quasi raddoppiate (+97,5%); ma ben si piazza anche Singapore, con un +72,12%; al terzo posto per crescita registrata c'è l'Olanda, con un + 71,15%; quarto magnifico è Hong Kong (+61,17%); in quinta posizione ci sono gli Emirati Arabi (+51,06%); in sesta la Turchia (+50,2%); in settima posizione l'Australia (+49,32%). Ma la pelletteria italiana registra buonissime performance anche in Svizzera, Corea del Sud, Francia, Stati Uniti e Canada. «La forte spinta dell'export – spiega Mauro Muzzolon, direttore Aimpes-Mipel – si spiega con il fatto che le piccole e medie imprese che compongono il comparto, circa l'80% (3-4 addetti e un fatturato medio di 2 milioni, ndr) hanno aumentato la propria propensione ad esportare, creando collezioni per i mercati da conquistare, cosa che prima non veniva fatta».
Di questi tempi, però, non può essere tutto oro quel che luccica: l'andamento della pelletteria italiana procede a due velocità, da una parte il trend fortemente espansivo dell'export; dall'altra una forte sofferenza del mercato interno (-3,3%). Questa forbice, che è si è aperta con ritmi progressivi nel corso del 2011, influenza anche lo stato di salute delle aziende che lo compongono: per le aziende meno internazionalizzate, con caratteristiche di prodotto posizionato nella fascia media e medio-bassa, spesso rivolte in modo prevalente al mercato nazionale, si riscontrano oggettive difficoltà che hanno generato ridimensionamenti aziendali, la cui portata negativa si evidenzierà purtroppo in pieno nel corso del 2012.
LE ESPORTAZIONI
Tornando all'export, il dato complessivo a fine novembre ammontava a 3,8 miliardi, con un ritmo di crescita molto sostenuto, determinato soprattutto da una consistente presenza di prodotti di alta fascia nel mix delle vendite sui mercati internazionali.
Le borse per donna – che pesano per il 65% del totale – hanno messo a segno un incremento del valore esportato di quasi il 34% per un fatturato complessivo di 2,4 miliardi di euro; un forte slancio anche per la piccola pelletteria, che cresce del 32% a fronte di un fatturato di 628 milioni di euro; per gli altri prodotti si registrano incrementi che vanno dall'11% per le cinture, fino al 19% per le valigie e articoli da viaggio in generale. Il fatturato estero risulta composto per il 72% da prodotti realizzati in pelle, il cui valore specifico segna un aumento del 37%, il doppio cioè della crescita evidenziata dall'export di prodotti in sintetico (+14%). I beni del lusso accessibile, nel loro complesso, realizzati con materiali e design di alta qualità e al netto della fascia del lusso griffato, sono infatti largamente esportati e rappresentano, tutti insieme, il 14% dell'export italiano totale, secondi solo alla meccanica.
Queste premesse servono anche a spiegare il forte balzo nel valore delle vendite estere di borse per donna in pelle, il cui fatturato di 1,2 miliardi segna un incremento di poco inferiore al 45%; ma anche per gli altri segmenti produttivi si assiste, per la pelle, a significativi miglioramenti rispetto al 2010: piccola pelletteria +40%, cartelle da lavoro +39%, valigie e articoli da viaggio +21%.
I CONSUMI
La vera sfida rimane quella dei consumi interni, che nel corso del 2012, dopo un 2011 in cui si è registrata una consistente flessione di acquisti di pelletteria da parte della famiglie italiane (-3,3%), saranno ulteriormente penalizzati dalla contrazione della capacità di spesa delle famiglie. Anche quest'anno, però, l'articolo più acquistato sarà la borsa da donna, che, nonostante registri una flession e nelle vendite del 3,4%, rappresentano in valore poco meno del 50% del mercato interno. «L'anno in corso è nerissimo – continua Muzzolon –; non solo i consumi sono fermi, ma le aziende sono oberate dagli insoluti da parte dei clienti. E, in più, c'è il mercato parallelo, delle spiagge, strade, eccetera, che "movimenta" 30 milioni di articoli, una concorrenza estremamente sleale».
IL MIPEL
Di tutti questi temi si parlerà al Mipel 101, la fiera della pelletteria che si terrà a Milano-Rho dal 4 al 7 marzo, quest'anno in concomitanza con il Micam, salone delle calzature, sempre negli spazi espositivi della fiera milanese.
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02/03/2012
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